Palau, le isole alla fine dell’arcobaleno

PalauPalauSono trecento isolotti tondeggianti, scavati alla base dall’erosione e coperti da una vegetazione fittissima. Cime emergenti di una foresta sottomarina, sembrano galleggiare come enormi funghi verdissimi nella laguna color smeraldo. Sono le Rock Islands, i giardini galleggianti di Palau, una delle meraviglie del Pacifico, che i locali hanno ribattezzato Rainbow’s End, la fine dell’arcobaleno.

Diving a PalauCiascun isolotto è circondato dalla propria formazione corallina mentre un reef poderoso di oltre cento chilometri chiude a ovest le isole fra Kossol e Peleliu. Sott’acqua i fondali sono ricchissimi: 700 diverse specie di corallo e anemoni di mare, 1500 diverse specie di pesci e poi mante, squali, enormi tartarughe, rari dugonghi, tridacne gigantesche che pesano fino a cinquecento chili, un centinaio di relitti di guerra incrostati di madrepore, blue-hole, grotte, muri che scendono per migliaia di metri nel blu ne fanno un paradiso sommerso in technicolor.

Non occorre essere sub esperti per godersi lo spettacolo: anche in 3-4 metri d’acqua, con maschera e pinne, si nuota in una fantasia di coralli e pesci come al cinema.

ILa giungla di Babeldaobn contrasto con gli idilliaci scenari marini, l’interno di Babeldaob, l’isola più grande di Palau, è una giungla impenetrabile e primordiale, popolata di scimmie e di pappagalli, con fiumi, laghi e paludi infestati da coccodrilli.

Palau ha lo charme di un Pacifico remoto e poco turistico, con una popolazione timida, tranquilla e indifferente, che dimentica affanni e cerca stimoli masticando noci di betel. Non esiste esercito, solo una manciata di poliziotti, più che sufficienti a mantenere l’ordine.