Alaska (Stati Uniti), una terra selvaggia

AlaskaAlaskaAlaska”, come “Timbuctù”, è un nome che evoca distanza leggendaria. A un europeo l’Alaska può apparire più mitica che reale: un territorio selvaggio popolato da orsi, alci, lupi; un paesaggio spettacolare di scarne montagne, foreste nebbiose, tundra spazzata dal vento e ghiacciai che scendono in mare. Un regno di neve e ghiaccio e di freddo perenne, abitato da eschimesi e da pionieri che vivono della terra.

AnchorageQueste realtà fanno parte dell’Alaska, ma il quadro che dipingono è tanto incompleto da rasentare il limite del mito. L’Alaska possiede anche posti di ristoro, fattorie, basi dell’aeronautica, gallerie d’arte, sobborghi, ristoranti a quattro stelle, giornate estive con temperature di 27 gradi, università con tornei di pallacanestro, internet café, burocrati e dune di sabbia. La realtà è che l’Alaska è un’affascinante miscela di selvaggio e civilizzato, di tradizionale e moderno, di climi e paesaggi molto diversi.

AlaskaIl motivo per cui è rimasta tanto selvaggia è evidente: è una regione aspra, dunque poco popolata. Benché sia il più esteso degli Stati nordamericani (è grande più del doppio del secondo Stato per estensione, il Texas) conta appena 655 mila abitanti: nella sola Albuquerque, nel New Mexico, vivono più persone. Ne risulta una densità di popolazione quasi mille volte inferiore, per esempio, a quella del New Jersey.

AnchorageL’Alaska possiede una sola autentica area urbana, Anchorage, dove si concentrano più di 275.000 persone, in un ambiente familiare alla maggior parte degli americani: grattacieli, ingorghi, locali alla moda, periferie estese e disordinate, musei e molte delle altre attrattive o dei problemi di una grande città. Ma Anchorage risente anche della vicinanza con il territorio selvaggio: nei cortili delle case spesso gironzolano alci e orsi. Le vene del ghiaccio delle Chugach Mountains si delineano a poca distanza. In soli venti minuti d’automobile, ci si ritrova tra foreste e montagne intatte.

AlaskaVivere in relazione così stretta con la terra fa sì che la gente viva anche della terra. Meccanici, ragionieri e professori universitari, sembra che tutti gli alaskani si dedichino alla pesca o alla caccia, e molti amano entrambe. In estate e in autunno, quando migrano i salmoni, un gran numero di stranieri arriva in Alaska per prendere all’amo i salmoni reali, rossi e argentati, ma la maggioranza dei pescatori è composta da alaskani che si danno da fare per riempire il freezer di filetti. Analogamente, è normale sentire qualcuno, in un raffinato ristorante di Anchorage, raccontare di come si catturi un alce. Il giorno prima, anziché in giacca e cravatta, era probabilmente in tenuta mimetica e, invece di tagliare a bocconi una costata di agnello, tagliava i quarti di un alce che aveva appena abbattuto.

AlaskaPer buona parte degli abitanti, alci e salmoni non sono solo cibo extra da acquistare al supermercato: migliaia di persone vivono principalmente di caccia e pesca. Non pescano solo i pregiati salmoni, ma anche temoli, piccoli merluzzi, bieloribitza, anguille e una dozzina di altre specie, secondo la zona. La lista degli animali cacciati include specie ovvie come alci, oche, orsi e caribù, e insolite come beluga, foche, trichechi e istrici. Con le trappole si catturano volpi, castori, martore e altri animali da pelliccia; inoltre si raccolgono bacche, vegetali, uova di uccello e molluschi. Ciò che altri fanno per sport, questa gente lo fa per vivere.