Bali, perla d’Indonesia

BaliTerrazzamenti coltivati a riso, siti per il surf, templi dove si celebrano cerimonie hindu, spettacoli di danza, spiagge, alberi di frangipane in fiore e un popolo caloroso sono soltanto alcuni degli aspetti più affascinanti di un viaggio a Bali.

BaliQuesta piccola isola (in automobile è possibile percorrere tutta la costa in un solo giorno) è sicuramente una meta turistica di primo piano. Visitare Bali significa recarsi nell’isola più accogliente dell’Indonesia: qui si possono trovare un’ampia varietà di strutture ricettive, dai ritrovi per surfisti, dove il divertimento non finisce mai, agli alberghi di lusso immersi tra vallate lussureggianti. Lo shopping è talmente allettante e vario che portare una valigia di riserva potrebbe rivelarsi un’ottima idea. Si può cenare gustando i sapori dei mercati locali, ma anche la cucina tipica di ogni angolo del mondo, spesso preparata da grandi chef di livello internazionale.

BaliLa vita notturna, da una Bintang ghiacciata al tramonto a un epico giro delle discoteche, non ha limiti, tranne quello della capacità di resistenza personale, e per rilassarvi ci si può concedere un massaggio sulla spiaggia o una giornata in uno dei suoi rinomati centri benessere.

BaliMa, naturalmente, piccola non significa limitata. La frenetica attività di Kuta sfuma nel lusso di Seminyak, l’atmosfera artistica di Ubud fa da contrappunto ai trekking immersi tra le nebbie dei vulcani; lungo la costa si incontrano tranquille località balneari come Amed, Lovina e Pemuteran, mentre poco più al largo si trova l’idilliaca Nusa Lembongan.

Quando ci si imbatte nelle piccole e deliziose offerte alle divinità che vengono lasciate in tutta l’isola, ci si rende conto che quei minuscoli arazzi di colori e tessuti sono una metafora della stessa Bali.

Kyōto, scrigno segreto del Giappone

Fushimi Inari TaishaCapitale del Giappone per oltre mille anni, Kyōto è la depositaria della cultura tradizionale giapponese, nonché il luogo che è stato teatro di gran parte della storia del paese.

Kinkaku-jiCon 17 siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, più di 1600 templi buddhisti e oltre 400 santuari shintoisti, palazzi, ville, giardini, è una delle città culturalmente più ricche al mondo. Insieme a Parigi, Londra e Roma, Kyōto è una di quelle città che bisognerebbe visitare almeno una volta nella vita, assolutamente imperdibile per chi visiti il Giappone.

NinenzakaKyōto incarna l’archetipo che molti occidentali hanno del Giappone: giardini solcati da viali di ciottoli, capanne di poeti nascoste tra i bambù, porte di templi color vermiglio, effìmere apparizioni di geisha all’ingresso dei ristoranti tradizionali, templi dorati che galleggiano su placide acque. Anzi, probabilmente molti dei luoghi che formano l’immagine popolare del Giappone derivano proprio da Kyōto.

Eikan-dōA dire il vero però, le prime impressioni che questa città riesce a trasmettere difficilmente  corrispondono alle aspettative: all’uscita della stazione lo scenario di luci al neon e cemento può far ricredere sull’immagine della città. Occorre quindi esplorarla con calma, perché la bellezza di Kyoto rifugge dagli sguardi superficiali e va cercata dietro muri, porte, tende e facciate. Se vi concedete un po’ di tempo per esplorarla, scoprirete che ci sono centinaia, forse migliaia di luoghi di bellezza straordinaria sparsi per la città.

Tōkyō, cuore pulsante del Giappone

TōkyōEnigmatica e affascinante, Tōkyō è una città dalle mille contraddizioni e oggi più che mai è il centro e il cuore pulsante del Giappone.

TōkyōDisseminata di accecanti luci al neon e grovigli di cavi aerei, afflitta da un rumore apparentemente incessante e da frequenti ingorghi, e abitata da 15 milioni di persone ammassate in minuscoli appartamenti, sembra lo stereotipo di un incubo urbano.

TōkyōMa basta allontanarsi dalla frenesia delle vie del centro per ritrovarsi in un mondo di tranquille strade laterali, vecchie case di legno e bonsai potati con cura; basta avventurarsi oltre i negozi di elettronica per trovare antichi templi e santuari.

Nei quartieri di Tōkyō si celebra una festa (matsuri) praticamente ogni giorno dell’anno; la gente si reca regolarmente nel tempio locale e osserva scrupolosamente il cambio delle stagioni.

Palazzo Imperiale di TōkyōNel cuore della città sorge l’impenetrabile Palazzo Imperiale, riservata residenza dell’imperatore e testimonianza tangibile dell’antico Giappone.

Per molti aspetti Tōkyō è anche una specie di utopia dell’era moderna.

I treni arrivano in orario; il tasso di criminalità è trascurabile; nei negozi e dai distributori automatici si può acquistare praticamente di tutto (anche quello che non avevate mai pensato di acquistare) 24 ore su 24; la gente si veste all’ultima moda, mangia in ristoranti favolosi e si diverte in una miriade di locali notturni.

Tōkyō: Rainbow BridgeSe si visita la capitale per la prima volta, ci si deve preparare a un’esperienza inebriante per tutti e cinque i sensi; baste passeggiare per le vie di questa metropoli iperattiva per sentirsi pieni di energia.

 Un’altra piacevole sorpresa sono i prezzi convenienti di molti servizi.

TōkyōGli economici e accoglienti izakaya (pub con cucina) e le bancarelle dove è possibile acquistare una ciotola di rāmen sono molto più numerosi dei ristoranti eleganti e dei ricercati ryōtei, mentre i biglietti giornalieri per assistere a un torneo di sumo o a uno spettacolo di Kabuki costano come un paio di bibite.

Tōkyō: cosplayer a HarajukuAlcuni dei principali luoghi di interesse turistico si possono ammirare addirittura senza spendere un centesimo: una passeggiata nella suggestiva Shitamachi (città bassa), intorno al quartiere di Asakusa e all’importante tempio buddhista Sensō-ji; una visita al tranquillo parco alberato del Meiji-jingū, il più antico santuario shintoista della città, e a Harajuku, il vicino quartiere dei negozi preferito dagli adolescenti; il frenetico mercato del pesce di Tsukiji; il trambusto e le luci al neon del turbolento quartiere dei divertimenti di Shinjuku.

Autunno a TōkyōL’unico periodo in cui sarebbe meglio evitare la capitale è quello che va da agosto a inizio settembre, quando il caldo e l’umidità costringono la gente a correre da un ambiente climatizzato all’altro.

Per contro, ottobre e novembre sono i mesi migliori per ammirare la spettacolare esplosione dei colori autunnali nei parchi e nei giardini della città.

Tōkyō: fioritura dei ciliegi nel Parco di UenoIn inverno le temperature sono molto rigide, anche se pioggia e neve sono eventi sporadici e il cielo è quasi sempre azzurro e limpido.

Aprile è il mese in cui gli abitanti di Tōkyō festeggiano la fioritura dei ciliegi e uno dei periodi migliori per visitare la capitale.

Non bisogna dimenticare di portare l’ombrello se si arriva in città durante lo tsuyu, la stagione delle piogge in giugno o in settembre, quando di tanto in tanto i tifoni si abbattono sulla costa.

I templi di Bagan (Birmania)

BaganDalle sponde del Fiume Ayeyarwady circa 3000 templi si distribuiscono su una pianura di 42 km2: non sono solo il sito più incantevole del Myanmar, ma competono con le rovine di Angkor Wat, in Cambogia, in termini di estensione e bellezza.

Gawdawpalin PahtoProvate a immaginare tutte le cattedrali medievali europee concentrate in un’area corrispondente all’isola di Manhattan: comincerete a farvi un’idea delle ambizioni dei re di Bagan, che su questa pianura lambita da un fiume fecero erigere ben 4400 templi in un periodo di 230 anni.

L’incuria, le razzie, i terremoti, l’erosione e gli escrementi dei pipistrelli potranno aver fatto la loro parte per minarne la maestosità, ma Bagan (Pagan) mantiene ancora tutto il suo splendore.

Mimalaung KyaungLa sola visita a Bagan, che sia di un paio di giorni o dell’intera durata del visto mensile, merita il viaggio in Myanmar; ma per quanto vi fermiate, non ne avrete visitato che una minima parte.

I templi più alti e maestosi incutono quasi un timore reverenziale. Alcuni sono ormai popolati da venditori di cartoline sempre alle calcagna di comitive di turisti; altri vengono ignorati e siete liberi di esplorarli per conto vostro.

Thatbyinnyu PahtoIn tutti i templi dovrete accendere la torcia per illuminare gli angoli più bui ed è probabile che troviate una stretta scalinata che sale a punti panoramici o logore tracce di una elegante pittura murale che raffigura le vite passate del Buddha.

QUANT’È GRANDE BAGAN?

Mahabodhi PayaBagan è grande, ma nessuno sa esattamente quanti templi vi siano stati costruiti. Si suppone che entro la fine del XIII secolo potesse contare 4446 siti ufficiali. Secondo alcuni rilevamenti, nel 1901 furono identificati con chiarezza 2157 monumenti ancora in buone condizioni; la stima del 1978 -pochi anni dopo il disastroso terremoto- ne contò 2230, esclusi i cumuli di mattoni, che altrimenti farebbero salire il totale a 4000.

Nat Hlaung KyaungII problema è che il numero di templi continua a salire. Con tanti buddhisti che cercano di accreditarsi qualche “merito” e salire di qualche grado nella vita successiva, sono molti i ricchi residenti di Yangon (compresi molti ufficiali governativi) che fanno erigere nuovi stupa; pare che nei primi anni del secolo ne siano sorti circa 300 nei dintorni di Bagan.

Per molti, ritrovarsi a osservare templi nuovi e palesemente moderni che deturpano una delle più spettacolari e antiche città del mondo non è cosa piacevole; c’è tuttavia chi apprezza il fatto che a Bagan si respiri ogni tanto aria nuova.

IL TRAMONTO A BAGAN

Tramonto a BaganTutti i giorni poco prima del calar del sole Bagan è teatro di una vera e propria caccia al tramonto, con turisti frenetici armati di macchine fotografiche intenti ad arrampicarsi sulle scalinate per vedere la distesa dei templi tingersi di sfumature di color arancio, violetto e ruggine.

Molti se ne vanno una volta che il sole è calato dietro le montagne, ma i colori cominciano solo allora a dare spettacolo. Fermatevi ancora un po’ ad ammirare la scena, magari da punti di osservazione diversi, sia dal basso sia dall’alto. Alcuni templi brulicano di turisti, mentre centinaia dei meno conosciuti si spopolano completamente.

Tramonto a BaganGià, ma qual è il luogo migliore da cui ammirare albe e tramonti? Dhammayangyi Pahto è da sempre uno dei preferiti la sera; Mingalazedi, che è rivolto a est, è il più apprezzato al mattino. Vicino al cuore di Bagan, Buledi è un’alternativa che viene scelta sempre più spesso negli ultimi anni, mentre un altro punto “ombelicale”, la Pyathada Paya, ha un’estesa terrazza panoramica spesso deserta.

Tramonto a BaganI turisti abituali di Bagan sostengono che sono tutte invenzioni: lo spettacolo è ugualmente emozionante, anche osservato da un tempio a due piani senza nome come a Dhammayanyi. Decidete voi.