L’anima multietnica (e bilingue) di Montréal (Canada)

MontréalMontréal è una città brulicante di vita che ha saputo superare la recessione economica degli anni ’90 e trasformarsi in una meta turistica molto rinomata grazie ai lussuosi alberghi e agli ottimi ristoranti, alla vivace vita notturna, all’atmosfera tranquilla ed europea e al fitto calendario di eventi e festival estivi.

Lo skyline di MontréalSeduti in uno dei raffinati ristoranti del Plateau frequentati dal bel mondo o assaporando l’atmosfera parigina su una terrasse del Quartier Latin, sembra di essere stati trasportati in un paese lontano dove spicca l’edonismo, e solo la vista spettacolare del tipico skyline nordamericano che si gode dal punto panoramico Kondiaronk del Pare du Mont Royal riporta alla realtà.

ChinatownIl fascino irresistibile di questa metropoli è in parte merito dei suoi abitanti. Prendete la più grande città francofona del mondo dopo Parigi, aggiungete un pizzico di ambizione nordamericana, un nutrito numero di immigrati provenienti da paesi come Brasile, Italia, Haiti e Libano e una vasta comunità ebraica, e avrete uno dei luoghi più sfaccettati ed effervescenti del mondo.

BagelQuesto crogiolo di culture trova riscontro soprattutto nella varietà del panorama gastronomico, che non si limita alle ciotole di phó fumante di Chinatown, alle montagne di spaghetti di Little Italy, alla carne affumicata dei negozi di gastronomia ebraici e alle rivendite di bagel. Scoprire specialità più esotiche nelle case da tè tibetane, nei ristoranti etiopi e nelle rosticcerie portoghesi che si mescolano ai classici bistrò francesi e ai fast-food americani.

Quartier LatinMa Montréal non è sempre stata un’utopia culturale. Contesa tra francesi e inglesi per buona parte della sua storia, i suoi abitanti si sono arresi (dopo tutto ci sono modi migliori per passare il tempo, come sorseggiare un café au lait mangiando un croissant) e hanno scelto di fondere il meglio delle due culture facendone l’unica vera città bilingue del continente.

Rue CrescentMa la storia ha lasciato le sue tracce evidenti nella struttura cittadina: Boul Saint-Laurent, detto anche “The Main”, la moderna linea di comunicazione della vita notturna e della cultura alternativa, divide la parte orientale francese dal quartiere occidentale più anglofono. Il Pare du Mont Royal, l’altura intorno alla quale si estende la città, funge da cuscinetto tra le due. Rue Crescent e la zona della McGill University sono pre-valentemente anglofone, mentre il Quartier Latin e i dintorni di Rue Saint-Denis hanno una fisionomia marcatamente francese.

L’inglese d’Australia: un vero rompicapo

L'inglese in AustraliaI visitatori stranieri convinti che l’inglese australiano (il cosiddetto Strine) sia semplicemente una variazione dell’inglese dalla pronuncia un po’ bizzarra devono prepararsi ad alcune sorprese.

Tanto per cominciare, in casa molti australiani non parlano australiano bensì italiano, libanese, vietnamita, turco o greco, lingue che influenzano il modo in cui si esprimono in inglese.

La lingua parlata comunemente può farvi perdere in un vero e proprio ginepraio. In Australia il significato di alcuni termini è completamente diverso da quello che hanno in altri paesi anglofoni, alcuni vocaboli di uso comune sono stati abbreviati al punto da diventare quasi irriconoscibili, mentre altri derivano dalle lingue degli aborigeni o dal gergo usato dai primi colonizzatori.

Nell’accento australiano ci sono leggere differenze regionali, mentre ciò che distingue la lingua parlata nelle città da quella in uso nelle campagne è essenzialmente la velocità.

Alcune delle più note parole australiane non vengono mai usate: per esempio, mate, la parola inglese che esprime il concetto di “amico”, è diventata più utilizzata di cobber, l’equivalente australiano.

Se volete passare per australiani, provate ad assumere una pronuncia leggermente nasale, abbreviate ogni parola che superi le due sillabe aggiungendo una vocale alla fine, trasformate tutto ciò che potete in un diminutivo e infiorate il vostro discorso con quante più esclamazioni possibile!

Ecco alcuni fra i più divertenti esempi di strine:
Arvo: pomeriggio
Aussie: australiano
Bloke: uomo
Bottlo: negozio di alcolici
Cakehole: bocca
Champers: champagne
Chook: pollo
Crapper: toilette
Creepy-crawley: insetto
Dinkum o dinki-di: vero, onesto, genuino
Down the road: può indicare una distanza di centinaia di metri o di centinaia di chilometri!
Drongo: persona stupida
G’day o gidday: buongiorno
Get stuffed: va’ via!
Grub: cibo
Hooroo: arrivederci
John: toilette
Laughing gear: bocca
Loo: toilette
Mate: amico (ma chiunque può essere un mate in Australia)
Ol’ cheese: madre
Ol’ man: padre
Oldies: genitori
Oz: Australia
Pommie o Pom: persona inglese
Prawn: gambero
Roo: canguro
Servo: stazione di servizio
Sheila: donna, ragazza
Sunnies: occhiali da sole
Ta o tar: grazie
Tinnie: lattina di birra
Tucker: cibo
Uee: svolta a U