Palau, le isole alla fine dell’arcobaleno

PalauPalauSono trecento isolotti tondeggianti, scavati alla base dall’erosione e coperti da una vegetazione fittissima. Cime emergenti di una foresta sottomarina, sembrano galleggiare come enormi funghi verdissimi nella laguna color smeraldo. Sono le Rock Islands, i giardini galleggianti di Palau, una delle meraviglie del Pacifico, che i locali hanno ribattezzato Rainbow’s End, la fine dell’arcobaleno.

Diving a PalauCiascun isolotto è circondato dalla propria formazione corallina mentre un reef poderoso di oltre cento chilometri chiude a ovest le isole fra Kossol e Peleliu. Sott’acqua i fondali sono ricchissimi: 700 diverse specie di corallo e anemoni di mare, 1500 diverse specie di pesci e poi mante, squali, enormi tartarughe, rari dugonghi, tridacne gigantesche che pesano fino a cinquecento chili, un centinaio di relitti di guerra incrostati di madrepore, blue-hole, grotte, muri che scendono per migliaia di metri nel blu ne fanno un paradiso sommerso in technicolor.

Non occorre essere sub esperti per godersi lo spettacolo: anche in 3-4 metri d’acqua, con maschera e pinne, si nuota in una fantasia di coralli e pesci come al cinema.

ILa giungla di Babeldaobn contrasto con gli idilliaci scenari marini, l’interno di Babeldaob, l’isola più grande di Palau, è una giungla impenetrabile e primordiale, popolata di scimmie e di pappagalli, con fiumi, laghi e paludi infestati da coccodrilli.

Palau ha lo charme di un Pacifico remoto e poco turistico, con una popolazione timida, tranquilla e indifferente, che dimentica affanni e cerca stimoli masticando noci di betel. Non esiste esercito, solo una manciata di poliziotti, più che sufficienti a mantenere l’ordine.

Archipiélagos Los Roques (Venezuela)

Los RoquesCome Fernando de Noronha per i brasiliani e Providencia per i colombiani, l’Archipiélago Los Roques è il principale motivo di vanto a livello turistico per i venezuelani, anche se molti ammirano questa bellezza tropicale senza aver mai messo piede sulle sue spiagge incontaminate. Impossibile non restarne affascinati.

Los RoquesQuesto splendido caleidoscopio caraibico, oltre a essere uno dei paradisi del Venezuela, è anche una perla tra le isole dell’America meridionale. Rustiche costruzioni caratterizzate da tonalità pastello fanno da sfondo alla sua principale attrattiva, spiagge di sabbia dorata dal sole lambite da acque dal ceruleo color giada che punteggiano il paesaggio in ogni direzione.

Los RoquesDichiarato parco nazionale nel 1972, questo idilliaco arcipelago di isolette coralline pressoché incontaminate vanta una barriera corallina che per la trasparenza delle acque può competere con destinazioni ben più famose, come Bora Bora e Turks & Caicos, con il vantaggio di non avere lo stesso affollamento né lo stesso costo. L’unico villaggio dell’arcipelago è il piccolo Gran Roque; la maggior parte delle isole è infatti disabitata e il silenzio è rotto solo di tanto in tanto da qualche motoscafo o dai tuffi dei pellicani. Qui l’atmosfera è molto più rilassata, distesa e accogliente rispetto a quella che si respira sulla terraferma, e la realtà che si percepisce è del tutto diversa.

Los RoquesLos Roques si trova circa 160 km a nord della costa settentrionale centrale del Venezuela, sotto un sole rovente e cieli di un azzurro incredibilmente intenso. Esteso per 36 km da est a ovest, l’arcipelago è formato da 42 isole abbastanza grandi da meritare un nome e da circa 250 tra isolotti, banchi di sabbia e atolli corallini senza nome disseminati in una laguna dalle scintillanti acque cristalline ricche di fauna marina. L’arcipelago copre una superficie di circa 2211 kmq, ma quasi tutto gravita intorno all’isola di Gran Roque, dove vive pressoché l’intera popolazione e si trovano le strutture ricettive e i trasporti.

Los RoquesAl fine di salvaguardare l’habitat dell’arcipelago, sono state istituite delle aree protette in cui i turisti non sono ammessi o l’accesso è limitato alle visite in giornata. L’unica zona in cui è possibile campeggiare liberamente è la cosiddetta Zona Recreativa, che comprende Gran Roque e le isole vicine.

Immersioni subacquee nelle Filippine

Immersioni nelle FilippineIn molte zone delle Filippine le attività subacquee si possono praticare tutto l’anno, tuttavia, i monsoni da nordest (amihan) e da sud-ovest (habagat) che ogni anno soffiano sulle Filippine e i tifoni che periodicamente si abbattono sull’arcipelago da giugno a dicembre, determinano l’alternarsi di una stagione secca (da novembre a maggio, con alcune variazioni regionali) e una stagione delle piogge (da giugno a ottobre).

STAGIONE SECCA

Immersioni nelle FilippineI cosiddetti venti amihan che colpiscono il paese da novembre ad aprile tengono lontani gran parte dei fenomeni piovosi. Nel periodo in cui l’amihan soffia con maggiore intensità (da fine dicembre a inizio marzo) il mare può essere piuttosto agitato; qualora le perturbazioni interessino specifiche aree, molti centri immersioni optano per siti alternativi. Per gli operatori di tutto il paese la “stagione turistica” inizia ufficialmente a metà novembre. Nel periodo tra Natale e Capodanno la maggior parte dei dive center è sovraffollata di sub ed è fortemente consigliato prenotare con un certo anticipo. A fine marzo, quando l’amihan si è definitivamente attenuato, il mare riacquista l’aspetto di una piatta e brillante distesa di acque cerulee, con un incredibile grado di visibilità che in molte aree culmina nei mesi di aprile e maggio.

STAGIONE DELLE PIOGGE

Immersioni nelle FilippineIn quasi tutto l’arcipelago il culmine della stagione delle piogge (da luglio a settembre) coincide con il periodo di massima intensità dei tifoni, una doppia calamità cui spesso fanno seguito grandi nubifragi tropicali che possono durare per giorni. Sebbene le piogge intense tendano ad abbassare il grado di visibilità, la conformazione di molte zone di immersione è tale da favorire la presenza di siti al riparo dei venti prevalenti, che di conseguenza offrono condizioni adeguate per le immersioni e una discreta visibilità. Ciò nonostante, è difficile che gli operatori organizzino “live-aboard” e safari subacquei in acque molto distanti dalla costa tra luglio e novembre, un periodo in cui, al contrario, molti dive center sospendono le attività per alcuni mesi.

COSA VEDERE

Immersioni nelle FilippineLa stupefacente varietà di vita marina dell’arcipelago filippino è composta per lo più da creature di piccole e medie dimensioni; non a caso, i sub che hanno esplorato i fondali di mezzo mondo considerano le Filippine una delle migliori destinazioni internazionali proprio per la ricchezza della macro (vita marina di piccole dimensioni), una condizione particolarmente apprezzata anche da chi pratica fotografia subacquea. Tuttavia, a eccezione di Tubbataha, Apo Reef e poche altre zone, è piuttosto raro incontrare il vasto panorama pelagico (tipico del mare aperto) che caratterizza altre regioni confinanti come Palau, nel Pacifico meridionale. Resta il fatto che l’iperbolica varietà di vita marina e la diversità delle colonie coralline sono tra le migliori al mondo.

Immersioni e snorkeling in Belize

Blue HoleIl Belize è una destinazione ideale per gli appassionati di immersioni e snorkeling. Infatti, parallela all’intera costa del paese, da nord a sud, corre la seconda barriera corallina al mondo per lunghezza.

Nonostante il turismo sia una notevole fonte di introiti, la pratica delle immersioni in Belize si è diffusa più lentamente rispetto ad altri paesi caraibici; questa è una buona notizia per i sub, dal momento che i fondali sono meno affollati e i banchi corallini più intatti.

Ambergris CayeDisseminati fra oltre 450 cayes (isolotti) e isole, i siti di immersione presentano una straordinaria varietà. Si possono ammirare splendide barriere coralline, alcune delle pareti più spettacolari dei Caraibi e il sensazionale Blue Hole, reso celebre in TV da Jacques Cousteau e dalla sua nave-laboratorio Calypso.

I siti di immersione e snorkeling in Belize possono essere raggruppati in 4 zone principali, tutte diverse tra loro: i cayes settentrionali (Ambergris Caye e Caye Caulker), i cayes centrali (Tobacco Caye e South Water Caye), i cayes meridionali (Laughing Bird Caye) e gli atolli in mare aperto (Turneffe Atoll, Lighthouse Reef e Glover’s Reef).

Caye CaulkerAlcuni siti sono particolarmente adatti allo snorkeling e al free diving; in ogni caso, indipendentemente dal livello di esperienza e dalle vostre inclinazioni, non si resta delusi.

La maggior parte dei siti di immersione è accessibile solo via mare. Alcuni sono raggiungibili dalle spiagge di Tobacco Caye e South Water Caye e dagli atolli.

South Water CayeQuasi tutti gli operatori propongono immersioni con due bombole al mattino e al pomeriggio più un’immersione notturna, il che significa che in genere è possibile effettuare 4 o 5 immersioni al giorno dall’isola in cui ci si trova. Scegliere di alloggiare su una barca permette di effettuare fino a 5 immersioni al giorno… sempre che restino le forze per farlo!