La Grande Muraglia (Cina)

Grande Muraglia CineseGrande Muraglia CineseWanli Changcheng, la Grande Muraglia, si snoda come un serpente sinuoso dal Mar Giallo attraverso cinque province, due regioni autonome e su fin nel deserto di Gobi. Ci sono torri collocate in punti strategici. Le sezioni più grandi oggi visibili risalgono alla dinastia Ming. Soldati e contadini di tutto il paese furono arruolati e trascorsero molti anni a costruire questo “muro da diecimila li”, wanli changcheng. Si dovettero issare dalle scoscese valli blocchi di roccia di centinaia di chili e un numero imprecisato di persone perse la vita in questo progetto.

Diversi punti della Grande Muraglia sono accessibili da Pechino, ognuno con caratteristiche proprie e diverse.

Grande Muraglia Cinese a BadalingDalle dieci del mattino alle tre del pomeriggio Badaling, la sezione della muraglia che è più accessibile da Pechino, si trasforma in una sfilata di turisti. La valanga di visitatori si spinge tra le infinite bancarelle di souvenir che promuovono questo simbolo della civiltà cinese. Da qui ci si muove in due direzioni diverse, cercando di conquistare la ripida salita. Dai punti più alti ci sono viste di scenari stupendi, in cui la possente muraglia sale e scende all’interno di un magnifico paesaggio montano.

Grande Muraglia Cinese a MutianyuLo scenario a Mutianyu è altrettanto imponente. Questa parte della muraglia, a 80 km a nord di Pechino, fu restaurata pochi anni fa ed è meno affollata di Badaling. Piccole parti della muraglia qui sono com’erano perché non sono state ricostruite, si può così avere un maggior senso della loro antichità. La camminata è impegnativa ma non impossibile. Le funivie portano i visitatori dal fondo delle colline alla muraglia, anche se alcuni preferiscono salire i 1000 scalini.

Grande Muraglia Cinese a SimataiSimitai è a 110 km a nord-est di Pechino. È disponibile una funivia sul lato est della riserva. La camminata a questo sito è difficile, in quanto la rinnovata sezione si trasforma in ripidi scalini consumati. Tuttavia, questa area è adatta a magnifiche camminate e camping, con viste panoramiche.

Jinshanlin, a trova a ovest di Simitai, è stato restaurato ed è più dolce e facile da scalare.

Grande Muraglia Cinese a Huaghua ChengHuanghua Cheng, a 25 km a ovest di Mutianyu, è l’ideale per camminate intense. La salita ai resti della muraglia è la parte più difficile, anche se è richiesta un po’ di attenzione anche per passeggiare sulla muraglia, perché il cammino può essere scivoloso.

Lhasa (Tibet): il Palazzo del Potala

PotalaEmblema di Lhasa, il Potala (Bùdálā Gōng) è una delle massime meraviglie architettoniche del mondo e da secoli incanta pellegrini e turisti: alla vista di questa immane struttura, simile per molti aspetti a un’inviolabile fortezza, è inevitabile rabbrividire di stupore e provare un’intensa emozione di cui serbare a lungo il ricordo.

PotalaIl palazzo si estende per 400 metri sul lato est-ovest e 350 metri su quello nord-sud e le sue pietre inclinate sono spesse 3 metri (5 metri alla base).

L’edificio si sviluppa su 13 piani e contiene oltre 1000 stanze, 10000 reliquiari e 200000 statue. Complessivamente si innalza per 117 metri sulla cima del Marpo Ri, la Collina Rossa, per un’altezza totale di oltre 300 metri rispetto al fondo della valle.

PotalaL’attrazione esercitata da questo posto è così magica che diffìcilmente si riesce a distogliere lo sguardo, anche solo per pochi secondi.

Struttura di dimensioni imponenti, il Potala è un luogo che incute una sorta di timore reverenziale; pur tuttavia, molti visitatori se ne vanno leggermente delusi.

PotalaA differenza del Jokhang, il più importante tempio buddhista di Lhasa, sempre in fermento, il Potala giace assopito come un immenso museo: la mancanza di vita in questo edifìcio altamente simbolico ricorda costantemente ai visitatori l’esilio del Dalai Lama, costretto a trasferire altrove il proprio governo.

PotalaÈ paradossale che oggi il Potala richiami moltissimi turisti cinesi, affascinati proprio da quell’edificio che la precedente generazione di loro compatrioti ha tentato in ogni modo di distruggere.

Cina: guai a perdere la faccia!

Perdere la faccia in CinaI cinesi stanno molto attenti a non “perdere la faccia” o a mostrarsi in cattiva luce di fronte agli altri. Se non possono o non vogliono rispondere a una domanda difficile, spesso celano il loro imbarazzo ridendo.

Questo potrebbe significare che il visitatore straniero ha detto qualcosa che non è stato capito oppure che l’interlocutore cinese non è sicuro su alcuni punti dell’argomento in questione. Allo stesso modo, uno straniero perde la faccia quando si arrabbia o si innervosisce.

La frase “non è opportuno” è spesso un modo gentile per comunicare che qualcosa è impossibile o difficile, ma vuol dire anche che in quel momento il cinese con cui state parlando preferisce non entrare nei dettagli della situazione.

È possibile dare dei colpetti leggeri a quella che sembra in apparenza una porta chiusa, ma non cercate di buttarla giù a calci. Potete insistere un po’, ma non troppo.

Non è affatto scortese ritornare in seguito sull’argomento, quando il vostro interlocutore cinese ha avuto tempo di discutere il problema in privato con altre persone. Egli stesso sarà fiero di risollevare la questione quando sarà riuscito a chiarirla.