Le regioni vinicole d’Australia

Vigneti in AustraliaOggi quasi tutti gli stati australiani possono contare su numerose aziende vinicole. Alcune vantano quasi due secoli di tradizione, mentre altre sono state appena costituite, e la maggior parte di esse ha allestito nelle proprie cantine uno spazio per le degustazioni, che vengono offerte gratuitamente o a prezzi molto modici.

Vigneti in AustraliaSebbene molti vini pregiati provengano da grandi produttori che possono trarre vantaggio da un’economia di scala, in genere i vini più interessanti sono prodotti in piccole aziende e quindi costano tendenzialmente di più. In ogni caso, va detto che in molti casi la differenza di prezzo è inferiore al gap qualitativo, per cui pagando poco di più spesso si beve molto meglio. Da tenere inoltre presente che sul prezzo di ogni bottiglia incide per quasi il 50% una serie di imposte applicate dal governo australiano.

AUSTRALIA CAPITOL TERRITORY

Canberra è circondata da un numero sempre maggiore di aziende vinicole piccole ma di alto livello.

NEW SOUTH WALES

Hunter ValleyLa Hunter Valley è la regione australiana che vanta la più lunga tradizione vinicola, avendo iniziato a produrre vini negli anni ’20 del XIX secolo; oggi questa zona è apprezzata soprattutto per il suo Shiraz e il suo Semillon non barricato. Le aziende dell’Upper Hunter Valley si distinguono invece per il Cabernet Sauvignon e lo Shiraz e negli ultimi tempi hanno contribuito ad ampliare la gamma tradizionale con iI Verdelho e lo Chardonnay. Tra le numerose aziende vinicole situate nell’entroterra del New South Wales meritano di essere citate le prestigiose cantine di Griffith, Mudgee e Orange.

QUEENSLAND

Le Darling Downs costituiscono il centro della prestigiosa industria vinicola del Queensland e Stanthorpe ne rappresenta il cuore pulsante.

SOUTH AUSTRALIA

Barossa ValleyGli Intenditori vanno letteralmente In visibilio per lo Shiraz e il Cabernet Sauvignon di Coonawarra, il Riesling della Clare Valley e lo Shiraz della Barossa Valley. Sebbene II South Australia rappresenti il cuore vinicolo del paese (da non mancate la visita al National Wine Centre di Adelaide), l’Australia vanta molte altre regioni che producono vini di alto livello.

TASMANIA

Le aziende più rinomate della Tasmania si trovano nella regione di Pipers River e nella Tamar Valley, ma anche Richmond, nella Coal River Valley, sta sviluppando una fiorente industria vinicola.

VICTORIA

Yarra ValleyA breve distanza da Melbourne si trovano le aziende vinicole della Yarra Valley, che producono Chardonnay e Pinot Noir di ottimo livello. Le stesse varietà vengono coltivate in quantità minori nella Mornington Peninsula. Le aziende di Ruthergle godono di una meritata fama per i loro superbi vini strutturati, ai quali si aggiungono i notevoli Shiraz e Durif. Nel solo stato del Victoria sono presenti oltre 500 produttori.

WESTERN AUSTRALIA

Margaret RiverIl Margaret River è ormai considerato sinonimo di vini straordinari. Le aziende vinicole situate lungo il suo corso fanno letteralmente a gara per superarsi in eccellenza, al punto che negli ultimi anni questa regione si è affermata a livello internazionale per i suoi prestigiosi Cabernet e Chardonnay, considerati dagli addetti ai lavori tra i migliori del mondo. Immersa nel cuore di un’estesa foresta primigenia, Pemberton è costellata di aziende vinicole specializzate in Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Noir, Sauvignon Blanc e Shiraz. Anche la zona del Mt Barker, nella South Coast, è considerata una regione vinicola molto promettente.

Uluṟu (Australia): salire o non salire?

UluruUluruMolti visitatori considerano l’ascensione dell’Uluṟu (Ayers Rock) il momento saliente (persino una sorta di rito di passaggio)  del loro viaggio nel Red Centre australiano. Ma per i proprietari tradizionali di questa zona, gli Anangu, Uluṟu è un luogo sacro.

Uluru: We don't climbIl sentiero che risale il versante del Rock fa parte del percorso intrapreso dagli antenati Mala al loro arrivo a Uluṟu e possiede un grande significato spirituale:  secondo la loro tradizione non dovrebbe essere calpestato da orme umane. Arrivati a Uluṟu un cartello affisso dagli Anangu che recita: “Noi non saliamo” con la richiesta implicita che neanche i turisti lo facciano.

Uluru e AnanguGli Anangu sono i custodi di Uluṟu e hanno la responsabilità della sicurezza dei viaggiatori. Qualunque incidente, anche mortale, possa capitare (e ne capitano: basta dare un’occhiata alle targhe commemorative alla base della montagna) è fonte di angoscia e tristezza per loro.

Salita sull'UluruPer gli stessi motivi di sicurezza pubblica, Parks Australia preferisce (anche se in modo non ufficiale) che la gente non salga. Si tratta di una salita ripida che mette duramente alla prova, e non va presa alla leggera; ogni anno vengono affrontati alti costi per il recupero in elicottero di viaggiatori bloccati da un attacco cardiaco. Inoltre, Parks Australia deve costantemente monitorare la salita e chiuderne l’accesso nei giorni in cui si prevede che la temperatura raggiunga i 36°C o in caso di forti venti.

UluruPerciò se gli Anangu non vogliono che le persone salgano e Parks Australia preferirebbe che l’accesso venisse chiuso, c’è da chiedersi perché rimanga ancora aperto. La risposta è per il turismo. L’industria del turismo ritiene che il numero dei visitatori subirebbe un significativo crollo (almeno all’inizio) se l’accesso venisse chiuso, soprattutto per i visitatori che arrivano dall’altra parte dell’oceano pensando che a Uluṟu non ci sia nient’altro da fare.

Salita sull'UluruIl dibattito si è riacceso negli ultimi anni e molti credono che il sentiero verrà alla fine bloccato forse a breve. Fino a quel momento, rimane una decisione personale e una questione di rispetto. Prima di decidere, visitate il Cultural Centre e fate un’escursione con una guida Anangu: potreste cambiare idea!

Australia: guidare nell’Outback

OutbackUn’avventura nell’outback non va presa alla leggera. Infatti, le temperature vanno dal torrido all’insostenibile, le stazioni di servizio si trovano a lunghe distanze le une dalle altre e alcune zone sono talmente isolate che qualsiasi problema potrebbe costarvi carissimo. Chi vuole affrontare questo viaggio deve essere organizzato, prudente e sempre vigile.

QUALCHE SUGGERIMENTO:

Outback

1) Prima di partire fate revisionare accuratamente il veicolo e controllare che la pressione degli pneumatici corrisponda al livello ottimale per il tipo di terreno che dovranno affrontare.

Outback2) Informate del vostro itinerario i familiari, gli amici o l’agenzia di autonoleggio.

3) Caricate il veicolo in modo razionale, con i bagagli pesanti all’interno e quelli leggeri sul tetto.

4) Verificate in anticipo le condizioni delle strade; infatti può capitare che le strade transitabili nella stagione secca (da marzo a novembre) diventino impraticabili nel periodo delle piogge, addirittura al punto di scomparire sotto uno strato d’acqua.

Outback5) Verificate in anticipo le condizioni meteorologiche, in quanto le violente precipitazioni che si verificano durante la stagione umida rendono molte strade intransitabili.

6) Localizzate le stazioni di servizio e annotate accuratamente gli orari di apertura; portatevi una buona scorta di carburante e provviste, perché le occasioni di rifornirvi potrebbero scarseggiare.

Outback7) Dal momento che in molte zone dell’outback non c’è copertura di rete per i telefoni cellulari, sarebbe saggio procurarsi un telefono satellitare, un radio trasmettitore ad alta frequenza (HF) o un EPIRB (Emergency Position Indicating Radio Beacon).

8) Riducete la velocità sulle strade non asfaltate. Le strade sterrate sono spesso molto sconnesse e il modo migliore per affrontarle consiste nel mantenere una velocità regolare.

Outback9) La polvere rappresenta una costante sulle strade dell’outback; se dovesse impedirvi la visibilità, fermatevi e aspettate che si diradi.

10) Prima di attraversare un torrente, controllate i segnalatori del livello dell’acqua per accertarvi che il guado sia possibile. Non tentate di attraversare ponti o strade inondati se non siete sicuri della profondità dell’acqua e delle condizioni del fondo stradale.

Outback11) I terreni molto sabbiosi si superano meglio sgonfiando leggermente i pneumatici; se ciò non bastasse e vi trovaste bloccati, cercate di non mandare il motore su di giri, perché le ruote scaverebbero più profondamente nella sabbia.

12) In caso di emergenza non allontanatevi dal veicolo -è più facile avvistare una vettura che una persona- ma non aspettate all’interno, perché potrebbe trasformarsi rapidamente in un forno.

Sapori insoliti d’Australia

Slippery JacksMolti sapori della cucina australiana sono in parte o del tutto nuovi per i palati degli stranieri.

Tra le specialità più insolite che potrebbe capitarvi di assaggiare figurano i “pine mushroom”, funghi color arancio brillante, e gli “slippery jack”, battezzati con questo nome perché dopo la pioggia diventano particolarmente viscidi.

Carne di canguroLa carne di canguro ha un color rosso scuro e un delizioso sapore tendente al dolce; il filetto è talmente tenero e magro che deve essere cotto al sangue, mentre la coda viene spesso brasata, come la coda di bue.

Nelle regioni settentrionali potrebbe capitarvi di trovare la carne di coccodrillo, che è bianca come la carne di pesce e ha una consistenza simile a quella di pollo.

Witchetty GrubsNell’outback potrebbero offrirvi i “witchetty grub”, che hanno l’aspetto di grosse larve, una consistenza morbida e un sapore che ricorda quello delle noci.

Nelle regioni tropicali si mangiano invece le formiche verdi (“green ant”): tenendole tra due dita, se ne scarta con un morso la parte posteriore, che ha un sapore acidulo, e si mangia il resto. L’addome dei campanoti (“sugar ant”, formiche dello zucchero) è pieno di una sostanza dolce, per cui anche in questo caso si mangia solo la parte anteriore.

AkudjuraNel corso della loro evoluzione, molte specie vegetali autoctone hanno sviluppato sostanze chimiche sgradevoli al palato, ma non tutte. Rimarrete sicuramente estasiati dai peperoncini piccanti del bush, dalle varietà australiane di mirto (“lemon myrtle” e “aniseed myrtle”), dai granelli ricavati dai semi dell’acacia australiana, simili a chicchi di caffè, dagli splendidi fiori purpurei della rosella, dagli aspri frutti delle “Davidson plum” (Davidsonia plurens), dagli aciduli akudjura (detti anche pomodori del bush) e, naturalmente, dalle noci di macadamia.

VegemiteL’alimento più strano (e più amato) in assoluto è il Vegemite, una crema scura e salata a base di lievito di birra, che viene spalmata sul pane tostato ma non è male nemmeno nei sandwich al formaggio. Gli australiani che vivono all’estero se ne portano sempre dietro una scorta da casa. Pare che sia anche un rimedio efficace dopo una sbornia, il che potrebbe spiegare come mai gli australiani ne siano dipendenti fin dalla nascita. Gli stranieri invece trovano che abbia un sapore poco raffinato e troppo deciso. Ma cosa ne possono sapere loro?