Bali, perla d’Indonesia

BaliTerrazzamenti coltivati a riso, siti per il surf, templi dove si celebrano cerimonie hindu, spettacoli di danza, spiagge, alberi di frangipane in fiore e un popolo caloroso sono soltanto alcuni degli aspetti più affascinanti di un viaggio a Bali.

BaliQuesta piccola isola (in automobile è possibile percorrere tutta la costa in un solo giorno) è sicuramente una meta turistica di primo piano. Visitare Bali significa recarsi nell’isola più accogliente dell’Indonesia: qui si possono trovare un’ampia varietà di strutture ricettive, dai ritrovi per surfisti, dove il divertimento non finisce mai, agli alberghi di lusso immersi tra vallate lussureggianti. Lo shopping è talmente allettante e vario che portare una valigia di riserva potrebbe rivelarsi un’ottima idea. Si può cenare gustando i sapori dei mercati locali, ma anche la cucina tipica di ogni angolo del mondo, spesso preparata da grandi chef di livello internazionale.

BaliLa vita notturna, da una Bintang ghiacciata al tramonto a un epico giro delle discoteche, non ha limiti, tranne quello della capacità di resistenza personale, e per rilassarvi ci si può concedere un massaggio sulla spiaggia o una giornata in uno dei suoi rinomati centri benessere.

BaliMa, naturalmente, piccola non significa limitata. La frenetica attività di Kuta sfuma nel lusso di Seminyak, l’atmosfera artistica di Ubud fa da contrappunto ai trekking immersi tra le nebbie dei vulcani; lungo la costa si incontrano tranquille località balneari come Amed, Lovina e Pemuteran, mentre poco più al largo si trova l’idilliaca Nusa Lembongan.

Quando ci si imbatte nelle piccole e deliziose offerte alle divinità che vengono lasciate in tutta l’isola, ci si rende conto che quei minuscoli arazzi di colori e tessuti sono una metafora della stessa Bali.

Fiji, le isole del giorno prima

FijiHanno un nome cosi dolce che, quando parecchi anni fa lo stilista francese Guy Laroche dovette battezzare un suo neonato profumo, un bouquet squisito di fiori tropicali, ricorse a loro, a quel suono seducente, sinonimo di esotici languori.

FijiCon le spiagge da cartolina su lagune blu (quella famosa dell’omonimo tropical-polpettone con Brooke Shields è proprio qui, a Turtle Island, nelle Yasawa), il clima carezzevole, i giorni pieni di sole e le notti morbide come velluto, i fiori opulenti e le giungle profonde, le Fiji sembrano rispondere affermativamente all’amletico dilemma: può il paradiso terrestre esser un’isola?

FijiSe non proprio il paradiso terrestre, le Fiji ne sono un’eccellente imitazione. La terra dà risultati sbalorditivi, una natura dolce e generosa fornisce gratis tutto quanto serve per sopravvivere, dal cibo (basta pescarlo o raccoglierlo dagli alberi) alle fibre tessili, a novecentomila anime viziate e gentilissime, e non ci sono l’incubo della malaria e della fame.

FijiNon si pensi però a un eden primitivo: se le isole mantengono tutte le promesse di un Tropico trionfante, vantano anche un’organizzazione turistica esemplare, quasi svizzera, e ottimi alberghi, alcuni citati nelle riviste patinate di tutto il mondo.

 

FijiTuffate nel bel mezzo del Pacifico fra l’Australia e le Hawaii, oltre l’Equatore, le Fiji sono a cavallo di un mito geografico, l’International Date Line, la Linea Internazionale del Cambiamento di Data: il 180° meridiano, opposto a quello di Greenwich, che taglia a metà il Pacifico, passando dall’isola di Taveuni dove, per la cronaca, è ambientato il romanzo L’isola del giorno prima di Umberto Eco. Così le Fiji sono il primo Paese del mondo a vedere il nuovo giorno e il quotidiano locale, il Fiji Times, fondato nel 1869, sotto il titolo riporta orgoglioso la scritta «The First Nesspaper published in the World Today».

Lo Swaziland, piccola e misconosciuta gemma dell’Africa australe

SwazilandL’affascinante regno dello Swaziland compensa le sue piccole dimensioni con grandi ricchezze culturali, storiche e naturalistiche. Incuneato tra il Mozambico e il Sudafrica, inoltre, il paese è permeato da un’atmosfera molto più tranquilla e rilassata rispetto ai suoi più grandi vicini e può vantare una popolazione ospitale e una convivenza pacifica tra le diverse etnie.

SwazilandQuesta sorprendente nazione in miniatura offre attrazioni di ogni genere. Potrete divertirvi a osservare gli animali selvatici in tutta tranquillità, praticare attività ad alto tasso di adrenalina come il rafting e la mountain bike e immergervi in una cultura tradizionale vivace e pittoresca, ricca tuttora di feste e cerimonie. Splendidi sentieri escursionistici, suggestivi paesaggi di montagna e di pianura e pregevoli manufatti artigianali completano il quadro.

SwazilandL’eccellente sistema stradale rende lo Swaziland piacevole da raggiungere e da esplorare. Le strutture ricettive comprendono una discreta rete di ostelli, alberghi per famiglie, lodge immersi nella natura e rifugi di lusso.

Molti viaggiatori visitano rapidamente lo Swaziland lungo il tragitto per il Kruger National Park, ma il paese meriterebbe un soggiorno di almeno una settimana. Arrivando in coincidenza con una delle tante manifestazioni nazionali, in particolare la cerimonia dell’lncwala o la danza dell’umhlanga (canna), potrete iniziare a immergervi nell’affascinante cultura per la quale lo Swaziland è così rinomato.

Lo Swaziland racchiude cinque grandi riserve, che riflettono la topografìa straordinariamente varia di questa minuscola nazione.

Mlilwane Wildlife Sanctuary - SwazilandLa più facile da raggiungere è il Mlilwane Wildlife Sanctuary, che si trova nella Ezulwini Valley ed è gestito privatamente da Big Game Parks con sede a Mlilwane. Sotto la stessa giurisdizione vi sono la Mkhaya Game Reserve, che ospita rinoceronti neri e molte altre specie, e lo Hlane Royal National Park; entrambi magnifici, meritano senza dubbio una visita. Sugli altopiani nord-occidentali si estende la splendida Malolotja Nature Reserve, famosa per i suoi sentieri escursionistici; insieme alla Mlawula Nature Reserve, situata nel basso veld orientale, e alla minuscola Mantenga Nature Reserve, nella Ezulwini Valley, è gestita dalla National Trust Commission.

Marocco, la cultura del caffè

Un caffè di MarrakechOgni villaggio marocchino ha almeno un caffè, mentre le città marocchine sembrano avere più caffè che abitanti.

Ispirati ai grand café francesi, i caffè sono i luoghi dove gli uomini iniziano e concludono la giornata, leggono il giornale, sorseggiano un café au lait o un café normal, fanno uno spuntino con paste squisite e fumano.

Il caffè in MaroccoNelle città più grandi oggi sono sempre di più i caffè che accolgono anche le donne, così come sta diventando sempre meno straordinario vedere delle donne da sole o che fumano.

Quando vi recate in un caffè con amici marocchini di entrambi i sessi, ricordatevi di non tirare fuori il portafoglio. È dovere dell’anfitrione pagare per i propri ospiti e alcuni marocchini insisteranno che, anche se siete stati voi a invitarli, siete comunque loro ospiti. Sarebbe scortese insistere a voler pagare e ancora più scortese cercare di far scivolare di soppiatto il denaro in mano al cameriere. Il caffè costa poco: è meglio sorridere e dire “shukran” (grazie)!

Birra Flag SpécialePoiché l’alcol è proibito dall’Islam, lo si beve di nascosto. Ciò detto, le città pullulano di bar e non si deve fare altro che cercare il logo della birra Flag Spéciale o Stork al di sopra di una porta senza vetri.

Questi bar piuttosto squallidi sono frequentati solo da uomini e qualsiasi donna vi si trovi dentro è quasi certamente una prostituta.

Buona parte degli alberghi possiede bar gradevoli dove possono bere alcolici sia gli stranieri che i marocchini.

Nelle città gli alcolici si trovano nei supermercati e nei negozi più piccoli.