Fiji, le isole del giorno prima

FijiHanno un nome cosi dolce che, quando parecchi anni fa lo stilista francese Guy Laroche dovette battezzare un suo neonato profumo, un bouquet squisito di fiori tropicali, ricorse a loro, a quel suono seducente, sinonimo di esotici languori.

FijiCon le spiagge da cartolina su lagune blu (quella famosa dell’omonimo tropical-polpettone con Brooke Shields è proprio qui, a Turtle Island, nelle Yasawa), il clima carezzevole, i giorni pieni di sole e le notti morbide come velluto, i fiori opulenti e le giungle profonde, le Fiji sembrano rispondere affermativamente all’amletico dilemma: può il paradiso terrestre esser un’isola?

FijiSe non proprio il paradiso terrestre, le Fiji ne sono un’eccellente imitazione. La terra dà risultati sbalorditivi, una natura dolce e generosa fornisce gratis tutto quanto serve per sopravvivere, dal cibo (basta pescarlo o raccoglierlo dagli alberi) alle fibre tessili, a novecentomila anime viziate e gentilissime, e non ci sono l’incubo della malaria e della fame.

FijiNon si pensi però a un eden primitivo: se le isole mantengono tutte le promesse di un Tropico trionfante, vantano anche un’organizzazione turistica esemplare, quasi svizzera, e ottimi alberghi, alcuni citati nelle riviste patinate di tutto il mondo.

 

FijiTuffate nel bel mezzo del Pacifico fra l’Australia e le Hawaii, oltre l’Equatore, le Fiji sono a cavallo di un mito geografico, l’International Date Line, la Linea Internazionale del Cambiamento di Data: il 180° meridiano, opposto a quello di Greenwich, che taglia a metà il Pacifico, passando dall’isola di Taveuni dove, per la cronaca, è ambientato il romanzo L’isola del giorno prima di Umberto Eco. Così le Fiji sono il primo Paese del mondo a vedere il nuovo giorno e il quotidiano locale, il Fiji Times, fondato nel 1869, sotto il titolo riporta orgoglioso la scritta «The First Nesspaper published in the World Today».