Papua Nuova Guinea, l’ultimo angolo sconosciuto del mondo

Papua Nuova GuineaRacconta la leggenda che il buon Dio fabbricò la Nuova Guinea un sabato sera. Era esausto dopo aver creato tutto il mondo e aveva una gran premura di terminare l’opera. Così, senza pensarci troppo, buttò giù alla rinfusa dentro al Mar dei Coralli quello che gli era avanzato: montagne alte fino a quattromila metri, vulcani, vallate, foreste, fiumi e paludi popolati di coccodrilli, fiori incredibili, e creò una terra impenetrabile. Nella caduta un bel po’ di terra si sbriciolò formando una manciata d’isole minori, pennellate di spiagge bianche e di barriere coralline, ad addolcire il tutto. Questo caos del settimo giorno è uno dei paesi più intriganti del mondo.

Papua Nuova GuineaNonostante la vicinanza con altri paesi asiatici o del Pacifico, come Singapore, l’Australia, la Nuova Zelanda o le Fiji, la Papua New Guinea, PNG e basta come l’abbreviano per semplicità i suoi stessi abitanti, è un altro mondo. Molti servizi, inclusi i trasporti e le infrastrutture turistiche, sono ancora arretrati rispetto ai paesi vicini e il modo di vivere, la cultura e la mentalità sono completamente differenti. Occorrono spirito d’avventura e una certa flessibilità per adattarsi agli imprevisti in quello che è ancora l’ultimo angolo sconosciuto del mondo e l’ultima frontiera del turismo d’avventura.

Papua Nuova GuineaPer il 75%, il territorio della Papua New Guinea è coperto di foresta. La maggior parte è quella pluviale, vergine, con piante che arrivano fino a 46 metri e formano un tetto verde alla cui ombra crescono alberi più piccoli, come felci, rampicanti e piante parassite. Un’altra consistente parte del territorio è costituita da paludi, con piante acquatiche ed enormi ninfee (in queste zone cresce la palma del sago), mentre nella parte sud-occidentale del Paese si stendono immense savane con rari eucalipti. La costa, alla foce dei fiumi, è il regno delle mangrovie, alte fino a trenta metri, e delle palme da cocco, che punteggiano le spiagge e le aree costiere. Sopra i mille metri inizia la vegetazione di montagna: pini {klinki pines), querce, bambù, faggi, conifere, muschi; sopra i 3500, comincia il regno delle praterie.

Canguro arboricolo della Papua Nuova GuineaLa Papua New Guinea ospita inoltre la più grande riserva di animali del Pacifico: pochi quelli pericolosi, se si escludono i puk-puk cioè i coccodrilli d’acqua dolce e d’acqua salata, lunghi anche una decina di metri, i serpenti e le zanzare della malaria. La fauna comprende marsupiali, come il dolcissimo canguro arboricolo, cervi, maiali selvatici, varani, lucertole enormi, un migliaio di farfalle diverse e 650 specie ornitologiche. Ci sono piccioni e pappagalli di tutte le razze e le stazze, aironi, cormorani, martin pescatori, il grande casuario (un compromesso fra lo struzzo e il pavone) e soprattutto il leggendario e bellissimo bird of paradise, l’uccello del paradiso, che è il simbolo nazionale.

Palau, le isole alla fine dell’arcobaleno

PalauPalauSono trecento isolotti tondeggianti, scavati alla base dall’erosione e coperti da una vegetazione fittissima. Cime emergenti di una foresta sottomarina, sembrano galleggiare come enormi funghi verdissimi nella laguna color smeraldo. Sono le Rock Islands, i giardini galleggianti di Palau, una delle meraviglie del Pacifico, che i locali hanno ribattezzato Rainbow’s End, la fine dell’arcobaleno.

Diving a PalauCiascun isolotto è circondato dalla propria formazione corallina mentre un reef poderoso di oltre cento chilometri chiude a ovest le isole fra Kossol e Peleliu. Sott’acqua i fondali sono ricchissimi: 700 diverse specie di corallo e anemoni di mare, 1500 diverse specie di pesci e poi mante, squali, enormi tartarughe, rari dugonghi, tridacne gigantesche che pesano fino a cinquecento chili, un centinaio di relitti di guerra incrostati di madrepore, blue-hole, grotte, muri che scendono per migliaia di metri nel blu ne fanno un paradiso sommerso in technicolor.

Non occorre essere sub esperti per godersi lo spettacolo: anche in 3-4 metri d’acqua, con maschera e pinne, si nuota in una fantasia di coralli e pesci come al cinema.

ILa giungla di Babeldaobn contrasto con gli idilliaci scenari marini, l’interno di Babeldaob, l’isola più grande di Palau, è una giungla impenetrabile e primordiale, popolata di scimmie e di pappagalli, con fiumi, laghi e paludi infestati da coccodrilli.

Palau ha lo charme di un Pacifico remoto e poco turistico, con una popolazione timida, tranquilla e indifferente, che dimentica affanni e cerca stimoli masticando noci di betel. Non esiste esercito, solo una manciata di poliziotti, più che sufficienti a mantenere l’ordine.

Le regioni vinicole d’Australia

Vigneti in AustraliaOggi quasi tutti gli stati australiani possono contare su numerose aziende vinicole. Alcune vantano quasi due secoli di tradizione, mentre altre sono state appena costituite, e la maggior parte di esse ha allestito nelle proprie cantine uno spazio per le degustazioni, che vengono offerte gratuitamente o a prezzi molto modici.

Vigneti in AustraliaSebbene molti vini pregiati provengano da grandi produttori che possono trarre vantaggio da un’economia di scala, in genere i vini più interessanti sono prodotti in piccole aziende e quindi costano tendenzialmente di più. In ogni caso, va detto che in molti casi la differenza di prezzo è inferiore al gap qualitativo, per cui pagando poco di più spesso si beve molto meglio. Da tenere inoltre presente che sul prezzo di ogni bottiglia incide per quasi il 50% una serie di imposte applicate dal governo australiano.

AUSTRALIA CAPITOL TERRITORY

Canberra è circondata da un numero sempre maggiore di aziende vinicole piccole ma di alto livello.

NEW SOUTH WALES

Hunter ValleyLa Hunter Valley è la regione australiana che vanta la più lunga tradizione vinicola, avendo iniziato a produrre vini negli anni ’20 del XIX secolo; oggi questa zona è apprezzata soprattutto per il suo Shiraz e il suo Semillon non barricato. Le aziende dell’Upper Hunter Valley si distinguono invece per il Cabernet Sauvignon e lo Shiraz e negli ultimi tempi hanno contribuito ad ampliare la gamma tradizionale con iI Verdelho e lo Chardonnay. Tra le numerose aziende vinicole situate nell’entroterra del New South Wales meritano di essere citate le prestigiose cantine di Griffith, Mudgee e Orange.

QUEENSLAND

Le Darling Downs costituiscono il centro della prestigiosa industria vinicola del Queensland e Stanthorpe ne rappresenta il cuore pulsante.

SOUTH AUSTRALIA

Barossa ValleyGli Intenditori vanno letteralmente In visibilio per lo Shiraz e il Cabernet Sauvignon di Coonawarra, il Riesling della Clare Valley e lo Shiraz della Barossa Valley. Sebbene II South Australia rappresenti il cuore vinicolo del paese (da non mancate la visita al National Wine Centre di Adelaide), l’Australia vanta molte altre regioni che producono vini di alto livello.

TASMANIA

Le aziende più rinomate della Tasmania si trovano nella regione di Pipers River e nella Tamar Valley, ma anche Richmond, nella Coal River Valley, sta sviluppando una fiorente industria vinicola.

VICTORIA

Yarra ValleyA breve distanza da Melbourne si trovano le aziende vinicole della Yarra Valley, che producono Chardonnay e Pinot Noir di ottimo livello. Le stesse varietà vengono coltivate in quantità minori nella Mornington Peninsula. Le aziende di Ruthergle godono di una meritata fama per i loro superbi vini strutturati, ai quali si aggiungono i notevoli Shiraz e Durif. Nel solo stato del Victoria sono presenti oltre 500 produttori.

WESTERN AUSTRALIA

Margaret RiverIl Margaret River è ormai considerato sinonimo di vini straordinari. Le aziende vinicole situate lungo il suo corso fanno letteralmente a gara per superarsi in eccellenza, al punto che negli ultimi anni questa regione si è affermata a livello internazionale per i suoi prestigiosi Cabernet e Chardonnay, considerati dagli addetti ai lavori tra i migliori del mondo. Immersa nel cuore di un’estesa foresta primigenia, Pemberton è costellata di aziende vinicole specializzate in Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Noir, Sauvignon Blanc e Shiraz. Anche la zona del Mt Barker, nella South Coast, è considerata una regione vinicola molto promettente.

Turismo enologico in Nuova Zelanda

Vigneti in Nuova Zelanda Vigneti in Nuova Zelanda Il turismo enologico non sarà sinonimo di Nuova Zelanda come di altre nazioni quali la Francia, la Germania e l’Australia, ma il paese, in ogni caso, ha saputo sviluppare alcune notevoli regioni vinicole e conquistarsi una sempre più solida reputazione internazionale per i prodotti di qualità. A dozzine si possono trovare giri organizzati, in molti casi comprendenti anche visite a produttori alimentari e a siti di interesse turistico.

Vigneti in Nuova Zelanda Le aziende vinicole sono distribuite dalla zona attorno a Kaitaia e Kerikeri nell’estremo nord fino all’Otago centrale, una regione che, con i suoi 45 gradi di latitudine, ospita alcune fra le vigne più a sud del mondo. Tra l’una e l’altra azienda ci si può muovere in automobile e in bicicletta, assaggiando ì vini sulla porta della cantina. Molte, ormai, hanno bei caffè, ristoranti e alloggi, oltre che attività collaterali come la produzione di formaggi e conserve. Numerosi operatori sono felici di condurre i visitatori in autobus nelle regioni cosparse di vigneti in escursioni di mezza giornata o di una giornata intera.

Vino neozelandeseLe zone migliori sono quelle di Marlborough, Nelson, Martinborough nel Wairarapa, insieme a quelle di Hawkes Bay, Gisborne, Henderson (West Auckland), Waiheke Island (nello Hauraki Gulf) e dell’Otago centrale. Marlborough, Hawkes Bay e Martinborough per di più ospitano grandi fiere annuali enogastronomiche.