Giappone: il cibo delle feste

MatsuriLe festività giapponesi, sia che abbiano luogo in aree rurali in onore degli dei del riso, sia che si svolgano nel festaiolo izakaya di una grande città, sono sempre accompagnate da grandi quantità di cibo e di bevande. Il divertimento, in ogni caso, è assicurato, a dispetto della proverbiale riservatezza giapponese.

Osechi-ryoriIl calendario delle festività inizia il 1° gennaio, quando nelle case e nei ristoranti si celebra il Capodanno con le molteplici e generose portate del variopinto osechi-ryōri. Questa specialità, servita nei jūbako (scatole di legno laccato disposte l’una sull’altra, in quattro livelli), nacque per dare alle affaticate massaie giapponesi tre giorni di meritato riposo: gli ingredienti infatti si conservano molto bene.

Setsubun MatsuriIl 3 febbraio vede i fagioli impiegati non più come semplici ingredienti ma come armi nella lotta contro il male, durante il Setsubun Matsuri. Nei santuari di tutto il paese, i fedeli e i turisti bersagliano allegramente demoni in costume con fagioli di soia al grido “ohi wa soto, fuku wa uchi” (“via i demoni, venga la fortuna”).

Seki-hanComune in molte celebrazioni, ma soprattutto durante l’Hina Matsuri (Festa delle bambole, che si celebra il 3 marzo) è il seki-han, il riso rosso, ricavato da chicchi con o senza glutine mescolato con fagioli azuki o con fagioli dall’occhio, che gli conferiscono il sapore dolce e il caratteristico colore rosato.

Mochi dangoLa fine di marzo o l’inizio di aprile è il periodo della tanto attesa fioritura dei ciliegi. I giapponesi si ritrovano per l’hanami, la festa per la contemplazione della fioritura, che durante il breve e glorioso periodo della fioritura trasforma ogni centimetro di spazio all’aperto in una chiassosa celebrazione per ricordare la fugacità della vita e della bellezza, accompagnata da fiumi di alcol. Durante queste feste i giapponesi mangiano un tipo di mochi bianco e rosa su dei bastoncini, che dovrebbero somigliare ai rami di un albero di ciliegio in fiore.

Gion MatsuriL’estate giapponese è lunga, calda e molto umida. La festa principale che si svolge in questo periodo è il Gion Matsuri, soprannominato Hamo Matsuri, la festa del luccio di mare, per le grandi quantità di questo pesce che vengono consumate. La festa si tiene a Kyōto in luglio; il luccio di mare, come l’anguilla, è un pesce rinomato per le sue proprietà tonificanti e capaci di stimolare l’appetito.

Toshi-koshi sobaIl Capodanno è una delle celebrazioni giapponesi maggiormente incentrate sul cibo, ed è il periodo in cui i parenti anche più lontani si riuniscono per tre giorni di baldoria e libagioni, costellate dalla prima visita sacra al santuario locale. La festa ha luogo in una gelida notte di inverno inoltrato, e il caldo ama-zake (sakè dolce preparato per le feste invernali) servito sul posto aiuta a combattere le rigide temperature. Il primo pasto dell’anno prevede toshi-koshi soba, lunghi noodles di grano saraceno che simboleggiano longevità e benessere, perché un tempo i cercatori d’oro utilizzavano la pasta dei soba per raccogliere la polvere del prezioso metallo.

Al grido di “yoi o-toshi o” (“auguri di buon anno”) e, una volta scoccata la mezzanotte, di “akemashite omedetō gozaimasu” (“buon anno nuovo”), il ciclo delle festività ricomincia da capo…

Kyōto, scrigno segreto del Giappone

Fushimi Inari TaishaCapitale del Giappone per oltre mille anni, Kyōto è la depositaria della cultura tradizionale giapponese, nonché il luogo che è stato teatro di gran parte della storia del paese.

Kinkaku-jiCon 17 siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, più di 1600 templi buddhisti e oltre 400 santuari shintoisti, palazzi, ville, giardini, è una delle città culturalmente più ricche al mondo. Insieme a Parigi, Londra e Roma, Kyōto è una di quelle città che bisognerebbe visitare almeno una volta nella vita, assolutamente imperdibile per chi visiti il Giappone.

NinenzakaKyōto incarna l’archetipo che molti occidentali hanno del Giappone: giardini solcati da viali di ciottoli, capanne di poeti nascoste tra i bambù, porte di templi color vermiglio, effìmere apparizioni di geisha all’ingresso dei ristoranti tradizionali, templi dorati che galleggiano su placide acque. Anzi, probabilmente molti dei luoghi che formano l’immagine popolare del Giappone derivano proprio da Kyōto.

Eikan-dōA dire il vero però, le prime impressioni che questa città riesce a trasmettere difficilmente  corrispondono alle aspettative: all’uscita della stazione lo scenario di luci al neon e cemento può far ricredere sull’immagine della città. Occorre quindi esplorarla con calma, perché la bellezza di Kyoto rifugge dagli sguardi superficiali e va cercata dietro muri, porte, tende e facciate. Se vi concedete un po’ di tempo per esplorarla, scoprirete che ci sono centinaia, forse migliaia di luoghi di bellezza straordinaria sparsi per la città.

Tōkyō, cuore pulsante del Giappone

TōkyōEnigmatica e affascinante, Tōkyō è una città dalle mille contraddizioni e oggi più che mai è il centro e il cuore pulsante del Giappone.

TōkyōDisseminata di accecanti luci al neon e grovigli di cavi aerei, afflitta da un rumore apparentemente incessante e da frequenti ingorghi, e abitata da 15 milioni di persone ammassate in minuscoli appartamenti, sembra lo stereotipo di un incubo urbano.

TōkyōMa basta allontanarsi dalla frenesia delle vie del centro per ritrovarsi in un mondo di tranquille strade laterali, vecchie case di legno e bonsai potati con cura; basta avventurarsi oltre i negozi di elettronica per trovare antichi templi e santuari.

Nei quartieri di Tōkyō si celebra una festa (matsuri) praticamente ogni giorno dell’anno; la gente si reca regolarmente nel tempio locale e osserva scrupolosamente il cambio delle stagioni.

Palazzo Imperiale di TōkyōNel cuore della città sorge l’impenetrabile Palazzo Imperiale, riservata residenza dell’imperatore e testimonianza tangibile dell’antico Giappone.

Per molti aspetti Tōkyō è anche una specie di utopia dell’era moderna.

I treni arrivano in orario; il tasso di criminalità è trascurabile; nei negozi e dai distributori automatici si può acquistare praticamente di tutto (anche quello che non avevate mai pensato di acquistare) 24 ore su 24; la gente si veste all’ultima moda, mangia in ristoranti favolosi e si diverte in una miriade di locali notturni.

Tōkyō: Rainbow BridgeSe si visita la capitale per la prima volta, ci si deve preparare a un’esperienza inebriante per tutti e cinque i sensi; baste passeggiare per le vie di questa metropoli iperattiva per sentirsi pieni di energia.

 Un’altra piacevole sorpresa sono i prezzi convenienti di molti servizi.

TōkyōGli economici e accoglienti izakaya (pub con cucina) e le bancarelle dove è possibile acquistare una ciotola di rāmen sono molto più numerosi dei ristoranti eleganti e dei ricercati ryōtei, mentre i biglietti giornalieri per assistere a un torneo di sumo o a uno spettacolo di Kabuki costano come un paio di bibite.

Tōkyō: cosplayer a HarajukuAlcuni dei principali luoghi di interesse turistico si possono ammirare addirittura senza spendere un centesimo: una passeggiata nella suggestiva Shitamachi (città bassa), intorno al quartiere di Asakusa e all’importante tempio buddhista Sensō-ji; una visita al tranquillo parco alberato del Meiji-jingū, il più antico santuario shintoista della città, e a Harajuku, il vicino quartiere dei negozi preferito dagli adolescenti; il frenetico mercato del pesce di Tsukiji; il trambusto e le luci al neon del turbolento quartiere dei divertimenti di Shinjuku.

Autunno a TōkyōL’unico periodo in cui sarebbe meglio evitare la capitale è quello che va da agosto a inizio settembre, quando il caldo e l’umidità costringono la gente a correre da un ambiente climatizzato all’altro.

Per contro, ottobre e novembre sono i mesi migliori per ammirare la spettacolare esplosione dei colori autunnali nei parchi e nei giardini della città.

Tōkyō: fioritura dei ciliegi nel Parco di UenoIn inverno le temperature sono molto rigide, anche se pioggia e neve sono eventi sporadici e il cielo è quasi sempre azzurro e limpido.

Aprile è il mese in cui gli abitanti di Tōkyō festeggiano la fioritura dei ciliegi e uno dei periodi migliori per visitare la capitale.

Non bisogna dimenticare di portare l’ombrello se si arriva in città durante lo tsuyu, la stagione delle piogge in giugno o in settembre, quando di tanto in tanto i tifoni si abbattono sulla costa.

Il bagno in Giappone

L’Ofuro

La parola “Ofuro” si potrebbe tradurre con “vasca da bagno” ma in realtà ha un significato molto più ampio.

OfuroPer prima cosa le vasche da bagno/ofuro giapponesi sono molto diverse dalle nostre, più spaziose, più profonde e più corte. Inoltre l’ofuro è totalmente rivestito di plastica, mentre a fianco si trova la zona pavimentata dotata di scarico dove farsi la doccia. Dopo la doccia ci si immerge nell’acqua pulita e molto calda dell’ofuro per rilassarsi. Il water di solito è separato dalla stanza da bagno.

I giapponesi amano molto l’ofuro. Una persona passa in media circa 30 minuti al giorno dentro l’acqua, di solito prima di andare a dormire perché aiuta a rilassarsi e riattiva la circolazione.

OfuroNelle famiglie, ogni sera, i bambini piccoli si immergono nell’ofuro con i genitori e questo è considerato un momento di comunicazione familiare molto importante.

L’usanza di immergersi ogni giorno in una vasca di acqua molto calda potrebbe essere dovuta al cambio climatico delle varie stagioni: in estate aiuta a calmare la sudorazione e in inverno serve a scaldarsi.

Un’altra spiegazione potrebbe essere che, grazie alla grande quantità di vulcani presenti in Giappone, già nell’antichità risultava semplice costruire bagni pubblici con acqua calda.

Il Sentō

Durante il periodo Edo iniziò ad aumentare il numero di bagni pubblici (sentō) presenti nel paese: solo a Tokyo se ne potevano contare circa 600 per una popolazione di circa un milione di abitanti. La gente non aveva in casa una stanza dove lavarsi e quindi si recava al sentō più vicino, pagava una piccola somma e poi poteva usufruire della doccia e immergersi nell’ofuro.

SentōAncora oggi esistono molti sentō, ma sono diminuiti poiché ormai quasi tutti hanno il bagno in casa. Alcune persone, tuttavia, preferiscono ancora recarsi al sentō perché il bagno diventa una sorta di ritrovo nel quale si può chiacchierare con la gente del quartiere.

Tradizionalmente gli uomini e le donne facevano il bagno insieme, ma nel periodo Edo una legge lo proibì. Attualmente esistono sentō misti che però sono la minoranza.

Quando si va in un sentō, viene consegnata la chiave di un armadietto, ci si dirige verso la propria zona, a seconda del sesso, lasciando fuori le scarpe; ci si spoglia e si lasciano gli abiti nell’armadietto.

SentōPoi si va verso la stanza da bagno, dove si prendere un recipiente e uno sgabello. Ci s’infila in una doccia libera dove ci si lava seduti, dopodiché, usando il recipiente, ci si versa addosso acqua fredda partendo dalla testa.

A questo punto ci si può immergere nell’ofuro per il bagno rilassante. Ci si immerge fino al collo lentamente, perché l’acqua è molto calda, di solito a 45° C.

Sentō‎Ci si rilassa per un po’, senza esagerare, altrimenti nell’uscire si rischia di svenire. Non a caso è consigliato versarsi acqua fredda sulla testa prima di immergersi, proprio per evitare un possibile mancamento.

Quando si esce, di solito la gente non si fa la doccia, così i minerali presenti nell’acqua rimangono sulla pelle.

Le regole fondamentali per non dare nell’occhio sono: 1) entrare completamente nudi nella zona bagno, 2) fare attenzione a non schizzare il vicino mentre si fa la doccia e 3) entrare puliti e senza residui di sapone nell’ofuro comune.

L’Onsen

OnsenL’onsen è un sentō molto più lussuoso, con acqua che proviene in genere direttamente dai monti. Gli onsen, infatti, si trovano solitamente in zone turistiche di montagna, possono avere l’ofuro all’esterno (e in questo caso si chiamano rotenburo) e l’acqua proviene da sorgenti vulcaniche di quelle zone. Le norme da seguire in un onsen sono le medesime del sentō.

OnsenIn Giappone c’è poco turismo di mare perché la gente preferisce andare negli onsen delle diverse zone vulcaniche del paese e mangiare bene. Una tipica vacanza giapponese è trascorrere tre giorni in un hotel in montagna, vicino a un buon onsen, mangiando in ristoranti con cucina tipica della zona.

Dogō OnsenI più famosi onsen del Giappone sono quelli di Hakone, Kinosaki, Kusatsu e Oku-Hida nel Honshū, Beppu, Kurokawa e Yufuin nel Kyūshū, Dōgo nello Shikoku e Noboribetsu nel Hokkaidō.