Masai Mara National Reserve (Kenya)

Masai MaraPer una lunga serie di motivi, il Masai Mara è la più bella riserva faunistica del Kenya. Talvolta il panorama ricorda certi affreschi di animali selvatici in cui specie diverse vengono accomunate in maniera artificiosa dalla mano dell’artista. In effetti si può vedere una dozzina e passa di specie diverse in una sola volta: gazzelle, zebre, giraffe, bufali, topi (o damalischi), kongoni (o alcelafi di Coke), gnu, antilopi alcine, elefanti, iene, sciacalli, struzzi e branchi di leoni che aspettano l’occasione buona.

Masai MaraA quasi 2000 metri sul livello del mare, la riserva è un grande cuneo di prateria ondeggiante nella regione isolata e scarsamente popolata a sud-ovest del paese, rannicchiata contro il confine, a prolungamento della piana del Serengeti ancora più vasta in Tanzania. È un territorio di praterie basse, dove il vento gioca con lo spesso manto verde dopo le piogge e, nove mesi dopo, crea turbini di polvere dalla superficie inaridita.

Masai MaraIl clima del Masai Mara è caratterizzato da precipitazioni abbondanti che favoriscono la crescita della prateria sulla quale passa l’annuale migrazione di un milione e mezzo di gnu dalle aride piane della Tanzania. Visitare la riserva in agosto o settembre, quando gli gnu sono protagonisti, è un’esperienza emozionante, come essere partecipi di un evento storico fenomenale.

Masai MaraChe si osservino gli gnu o un branco di leoni a caccia, o di elefanti che brucano nella palude, o di iene che contendono agli avvoltoi le carcasse dei bufali, si è costantemente consapevoli di essere in un mondo a parte. Esistono pochi luoghi al mondo dove gli animali hanno un tale potere. È quasi come essere nella New York del mondo naturale.

Masai MaraGrazie alla ricchezza di flora e fauna, di primo acchito l’ecosistema della riserva appare relativamente resistente, nonostante il numero enorme di turisti che la visitano ogni anno. Tuttavia, il Masai Mara è il parco più visitato del Kenya (al suo interno e nei pressi sono disponibili oltre duemila posti letto) e ci sono indizi che indicano che l’equilibrio tra il numero di turisti e la fauna non potrà essere mantenuto ancora per molto. In certe zone gli sconfinamenti dai percorsi segnati, che distruggono il manto della vegetazione, hanno creato conche di polvere che sta cominciando a spargersi per effetto dei venti e dell’erosione. Durante le piogge, molte strade diventano impraticabili, provocando la comparsa di una miriade di solchi paralleli, molti dei quali fangosi fino alle ginocchia quando le piogge finiscono, che ci mettono molti anni a riempirsi.

Masai MaraEntrando nella riserva, viene consegnata una copia delle norme di comportamento che andrebbero rispettate rigorosamente, il che purtroppo in pratica spesso non avviene. La stragrande maggioranza dei visitatori arriva con un gruppo organizzato, il che invariabilmente costa meno che andarci autonomamente. I viaggiatori dal budget limitato non sono ben serviti al Masai Mara. Se non ci si può permettere i lodge più cari e i campi tendati di lusso, ci sono pochissime alternative al campeggio libero.

Cucina casereccia in Kenya

La cucina keniota non costituisce un’esperienza memorabile, ma perlomeno non si resta mai a bocca asciutta. In qualsiasi hoteli (ristorantino) si trova sempre una serie di piatti consueti che saziano a costi irrisori.

UgaliPatate, riso e soprattutto ugali (una sorta di densa polenta bianca) sono gli alimenti base nazionali, da consumare con pollo, capretto, manzo o stufati di verdure, vari tipi di spinaci, fagioli e talvolta pesce.

Le porzioni di solito sono gigantesche e le mezze porzioni (nusu) non sono da meno.

Anche nei piccoli centri abitati stanno comparendo numerosi caffè che servono soprattutto piatti fritti: uova, salsicce, patatine, pesce, pollo e hamburger.

Nyama ChomaLa classica abbuffata dei kenioti è costituita da una montagna di nyama choma (carne arrosto). Il nyama choma di solito si consuma in appositi locali, che servono anche birra, ugali e verdure e trasmettono musica (dal vivo o dal jukebox).

Nyama ChomaSi va in cucina e si ordina a peso (mezzo kg è più che sufficiente). La carne proviene direttamente dal macellaio o dal frigorifero. Si può scegliere tra capretto, manzo o agnello.

Dopo essere stata arrostita, la carne viene portata in tavola su un vassoio in legno e tagliata in bocconcini con un coltello affilato.