Mpumalanga, la “Svizzera sudafricana”

 Blyde River CanyonBourke's Luck PotholesLa provincia dello Mpumalanga (“Luogo del Sole Nascente”) è in generale poco conosciuta dai turisti stranieri. Attratta dal fascino primitivo del Kruger National Park, infatti, la maggioranza dei visitatori imbocca direttamente la highway da Johannesburg in cerca di escursioni naturalistiche e safari trascurando quasi del tutto i numerosi motivi d’interesse della provincia.

Blyde River Canyon La principale attrattiva dello Mpumalanga è rappresentata dall’enorme Blyde River Canyon, che si insinua spettacolarmente nel Drakensberg Escarpment (Scarpata del Drakensberg). Tutt’intorno ci sono montagne, fiumi, cascate e tratti ammantati da fitte pinete che la rendono una meta di assoluto valore per chi ama discendere le cascate in corda doppia, tuffarsi dalle scogliere, praticare il rafting, il tube-rafting o la canoa sui fiumi e fare escursioni a piedi o in bicicletta. Chi invece non è portato per le attività estreme potrà darsi al più tranquillo sport della pesca alla trota sui begli altopiani che circondano la cittadina di Dullstroom. Oppure potrà immergersi nella storia della regione nel villaggio di minatori di Pilgrim’s Rest (ora trasformato in museo vivente) o nell’affascinante cittadina di Barberton, un tempo meta della corsa all’oro.

Blyde River Canyon Il basso veld caldo e secco intorno al Kruger ospita le tranquille località di White River e Hazyview, piuttosto vicine alle entrate del parco, ma abbastanza lontane da avere una loro eccellente varietà di lodge e attività naturalistiche. Da Nelspruit, il Kruger è a breve distanza, come del resto il confine con il Mozambico e lo Swaziland. All’estremità meridionale della provincia si trova Piet Retief, un comodo punto di passaggio per chi è diretto al KwaZulu-Natal.

Etosha National Park (Namibia): istruzioni per l’uso

Etosha National Park1) I cancelli sono aperti dall’alba al tramonto; se pernottate nel parco dovete andare nel vostro campo prima del tramonto, mentre se siete in visita solo per un giorno dovete uscire da uno dei cancelli entro il tramonto.

Etosha National Park2) Non state fuori nel parco dopo il tramonto, potreste trovarvi in difficoltà serie. In caso di guasto o foratura non abbandonate l’auto, potreste essere aggrediti; rimanete all’interno del veicolo finché non arriveranno i soccorsi.

3) Il limite di velocità in tutto il parco è 60 km/h, ma probabilmente terrete una velocità di 20-30 km/h e vi fermerete spesso per osservare gli animali. Le strade sono di ghiaia ma in ottime condizioni e perfettamente percorribili con un’auto normale. È proibito scendere dall’auto salvo che presso le toilette.

Etosha National Park4) È consigliabile trascorrere almeno una notte in ogni campo entrando nel parco da Okaukuejo o da Namutoni e di uscirne dalla parte opposta. In questo modo non solo vedrete tutti i campi, ma eviterete di rifare lo stesso percorso. In alternativa, in alta stagione, potreste voler esplorare la parte a ovest dell’avvallamento, dove ci sono moltissimi bacini artificiali d’acqua e, di solito, meno turisti.

Etosha National Park5) Innumerevoli sono gli itinerari e gli stagni presso i quali osservare gli animali, tutti offrono vantaggi diversi ed è impossibile consigliarne uno in particolare. I guardiani sanno esattamente dove si riuniscono gli animali e dove sono stati avvistati giornalmente i felini e i grossi mammiferi. In ogni reception dei campi è disponibile un quaderno dove i visitatori annotano gli avvistamenti più recenti. Ricordate che vale sempre la pena essere pazienti: una volta che avete trovato una fonte d’acqua che vi piace spegnete il motore, non fate rumore e aspettate.

Etosha National Park6) Le specie più frequenti sono quegli animati che prediligono la savana aperta. Potete aspettarvi di vedere branchi di gnu blu, antilopi camoscio, zebre di Bruchell, antilopi saltanti ed elefanti. Dopo le piogge molti di questi esemplari si trasferiscono sui pascoli delle aree vicine al pubblico. Una buona ragione per visitare il parco è la possibilità di poter ammirare il rinoceronte nero, a rischio d’estinzione. L’attuale popolazione che vi risiede è considerata una delle maggiori in Africa. È difficile individuare questi rinoceronti nel bush fitto, ma per fortuna spesso fanno capolino presso le sorgenti d’acqua a Okaukuejo, illuminate a giorno. Quando fa molto caldo stanno sdraiati e probabilmente non riuscirete a scorgerli.

Specialità gastronomiche della Tanzania

UgaliSe esistesse una competizione per il titolo di piatto nazionale della Tanzania, l’ugali -un alimento base fatto con farina di mais o manioca, o entrambe- sarebbe il vincitore indiscusso. Molto amato dalla maggior parte dei tanzaniani e apprezzato anche da diversi stranieri, questa sorta di impasto spesso e sostanzioso è un alimento diffuso in tutto il paese. In base al tipo di farina utilizzata e alla modalità di cottura, varia leggermente nel sapore e nella consistenza. In generale, però, un ugali ben preparato non è né troppo asciutto né troppo colloso ed è quasi sempre accompagnato da una salsa che di solito contiene carne, pesce, fagioli o verdure. Si trovano di frequente anche il riso -specie lungo la costa, dove viene spesso insaporito con latte di cocco- e i matoke (banane da legume bollite), nonché, nelle città più grandi, patatine fritte a volontà.

MishikakiLa maggior parte dei turisti, tuttavia, sembra prediligere i mishikaki (spiedini di carne marinata), preparati sulla griglia e offerti quasi ovunque nelle bancarelle gastronomiche, oppure la variante più raffinata, il nyama choma (carne speziata cucinata allo spiedo). Sulla costa si trovano, inoltre, un’ampia scelta di deliziosi piatti a base di pesce, il più delle volte cucinati alla griglia o nel latte di cocco, oppure serviti sotto forma di spezzatino. Ottimo anche il pesce anche nelle località situate vicino ai laghi.

UjiMolti tanzaniani incominciano la giornata con una scodella di uji, un porridge liquido e dolce fatto con farina di fagioli, di miglio o di altro tipo: nelle prime ore del mattino, agli angoli delle strade si vedono donne che rimestano pentole di uji bollente. Anche i vìtambua, dolcetti di riso che ricordano vagamente delle spesse frittelle, si possono acquistare per strada la mattina presto, specie nel sud-est. A Zanzibar non si può mancare di assaggiare il mkate wa kumimina, un pane fatto con una pastella simile a quella dei vìtambua.

MgandoNel nord-est, intorno a Tanga, e nel nord-ovest, vicino al Lago Victoria, si trovano i mtindi e i mgando, freschi latticini simili a yogurt che di solito si bevono con la cannuccia da buste di plastica.

Di norma i tanzaniani consumano tre pasti al giorno, anche se la colazione, in genere, consiste soltanto in kahawa (caffè) o chai () e mkate (pane). Il pasto principale -che solitamente è costituito da ugali o da un altro alimento base accompagnato da salsa di carne o di pesce- si consuma a mezzogiorno; nelle zone remote molti ristoranti sono chiusi la sera, e in questo caso l’unica soluzione per mangiare qualcosa è ricorrere alle bancarelle gastronomiche.

Masai Mara National Reserve (Kenya)

Masai MaraPer una lunga serie di motivi, il Masai Mara è la più bella riserva faunistica del Kenya. Talvolta il panorama ricorda certi affreschi di animali selvatici in cui specie diverse vengono accomunate in maniera artificiosa dalla mano dell’artista. In effetti si può vedere una dozzina e passa di specie diverse in una sola volta: gazzelle, zebre, giraffe, bufali, topi (o damalischi), kongoni (o alcelafi di Coke), gnu, antilopi alcine, elefanti, iene, sciacalli, struzzi e branchi di leoni che aspettano l’occasione buona.

Masai MaraA quasi 2000 metri sul livello del mare, la riserva è un grande cuneo di prateria ondeggiante nella regione isolata e scarsamente popolata a sud-ovest del paese, rannicchiata contro il confine, a prolungamento della piana del Serengeti ancora più vasta in Tanzania. È un territorio di praterie basse, dove il vento gioca con lo spesso manto verde dopo le piogge e, nove mesi dopo, crea turbini di polvere dalla superficie inaridita.

Masai MaraIl clima del Masai Mara è caratterizzato da precipitazioni abbondanti che favoriscono la crescita della prateria sulla quale passa l’annuale migrazione di un milione e mezzo di gnu dalle aride piane della Tanzania. Visitare la riserva in agosto o settembre, quando gli gnu sono protagonisti, è un’esperienza emozionante, come essere partecipi di un evento storico fenomenale.

Masai MaraChe si osservino gli gnu o un branco di leoni a caccia, o di elefanti che brucano nella palude, o di iene che contendono agli avvoltoi le carcasse dei bufali, si è costantemente consapevoli di essere in un mondo a parte. Esistono pochi luoghi al mondo dove gli animali hanno un tale potere. È quasi come essere nella New York del mondo naturale.

Masai MaraGrazie alla ricchezza di flora e fauna, di primo acchito l’ecosistema della riserva appare relativamente resistente, nonostante il numero enorme di turisti che la visitano ogni anno. Tuttavia, il Masai Mara è il parco più visitato del Kenya (al suo interno e nei pressi sono disponibili oltre duemila posti letto) e ci sono indizi che indicano che l’equilibrio tra il numero di turisti e la fauna non potrà essere mantenuto ancora per molto. In certe zone gli sconfinamenti dai percorsi segnati, che distruggono il manto della vegetazione, hanno creato conche di polvere che sta cominciando a spargersi per effetto dei venti e dell’erosione. Durante le piogge, molte strade diventano impraticabili, provocando la comparsa di una miriade di solchi paralleli, molti dei quali fangosi fino alle ginocchia quando le piogge finiscono, che ci mettono molti anni a riempirsi.

Masai MaraEntrando nella riserva, viene consegnata una copia delle norme di comportamento che andrebbero rispettate rigorosamente, il che purtroppo in pratica spesso non avviene. La stragrande maggioranza dei visitatori arriva con un gruppo organizzato, il che invariabilmente costa meno che andarci autonomamente. I viaggiatori dal budget limitato non sono ben serviti al Masai Mara. Se non ci si può permettere i lodge più cari e i campi tendati di lusso, ci sono pochissime alternative al campeggio libero.