Bali, perla d’Indonesia

BaliTerrazzamenti coltivati a riso, siti per il surf, templi dove si celebrano cerimonie hindu, spettacoli di danza, spiagge, alberi di frangipane in fiore e un popolo caloroso sono soltanto alcuni degli aspetti più affascinanti di un viaggio a Bali.

BaliQuesta piccola isola (in automobile è possibile percorrere tutta la costa in un solo giorno) è sicuramente una meta turistica di primo piano. Visitare Bali significa recarsi nell’isola più accogliente dell’Indonesia: qui si possono trovare un’ampia varietà di strutture ricettive, dai ritrovi per surfisti, dove il divertimento non finisce mai, agli alberghi di lusso immersi tra vallate lussureggianti. Lo shopping è talmente allettante e vario che portare una valigia di riserva potrebbe rivelarsi un’ottima idea. Si può cenare gustando i sapori dei mercati locali, ma anche la cucina tipica di ogni angolo del mondo, spesso preparata da grandi chef di livello internazionale.

BaliLa vita notturna, da una Bintang ghiacciata al tramonto a un epico giro delle discoteche, non ha limiti, tranne quello della capacità di resistenza personale, e per rilassarvi ci si può concedere un massaggio sulla spiaggia o una giornata in uno dei suoi rinomati centri benessere.

BaliMa, naturalmente, piccola non significa limitata. La frenetica attività di Kuta sfuma nel lusso di Seminyak, l’atmosfera artistica di Ubud fa da contrappunto ai trekking immersi tra le nebbie dei vulcani; lungo la costa si incontrano tranquille località balneari come Amed, Lovina e Pemuteran, mentre poco più al largo si trova l’idilliaca Nusa Lembongan.

Quando ci si imbatte nelle piccole e deliziose offerte alle divinità che vengono lasciate in tutta l’isola, ci si rende conto che quei minuscoli arazzi di colori e tessuti sono una metafora della stessa Bali.

Masai Mara National Reserve (Kenya)

Masai MaraPer una lunga serie di motivi, il Masai Mara è la più bella riserva faunistica del Kenya. Talvolta il panorama ricorda certi affreschi di animali selvatici in cui specie diverse vengono accomunate in maniera artificiosa dalla mano dell’artista. In effetti si può vedere una dozzina e passa di specie diverse in una sola volta: gazzelle, zebre, giraffe, bufali, topi (o damalischi), kongoni (o alcelafi di Coke), gnu, antilopi alcine, elefanti, iene, sciacalli, struzzi e branchi di leoni che aspettano l’occasione buona.

Masai MaraA quasi 2000 metri sul livello del mare, la riserva è un grande cuneo di prateria ondeggiante nella regione isolata e scarsamente popolata a sud-ovest del paese, rannicchiata contro il confine, a prolungamento della piana del Serengeti ancora più vasta in Tanzania. È un territorio di praterie basse, dove il vento gioca con lo spesso manto verde dopo le piogge e, nove mesi dopo, crea turbini di polvere dalla superficie inaridita.

Masai MaraIl clima del Masai Mara è caratterizzato da precipitazioni abbondanti che favoriscono la crescita della prateria sulla quale passa l’annuale migrazione di un milione e mezzo di gnu dalle aride piane della Tanzania. Visitare la riserva in agosto o settembre, quando gli gnu sono protagonisti, è un’esperienza emozionante, come essere partecipi di un evento storico fenomenale.

Masai MaraChe si osservino gli gnu o un branco di leoni a caccia, o di elefanti che brucano nella palude, o di iene che contendono agli avvoltoi le carcasse dei bufali, si è costantemente consapevoli di essere in un mondo a parte. Esistono pochi luoghi al mondo dove gli animali hanno un tale potere. È quasi come essere nella New York del mondo naturale.

Masai MaraGrazie alla ricchezza di flora e fauna, di primo acchito l’ecosistema della riserva appare relativamente resistente, nonostante il numero enorme di turisti che la visitano ogni anno. Tuttavia, il Masai Mara è il parco più visitato del Kenya (al suo interno e nei pressi sono disponibili oltre duemila posti letto) e ci sono indizi che indicano che l’equilibrio tra il numero di turisti e la fauna non potrà essere mantenuto ancora per molto. In certe zone gli sconfinamenti dai percorsi segnati, che distruggono il manto della vegetazione, hanno creato conche di polvere che sta cominciando a spargersi per effetto dei venti e dell’erosione. Durante le piogge, molte strade diventano impraticabili, provocando la comparsa di una miriade di solchi paralleli, molti dei quali fangosi fino alle ginocchia quando le piogge finiscono, che ci mettono molti anni a riempirsi.

Masai MaraEntrando nella riserva, viene consegnata una copia delle norme di comportamento che andrebbero rispettate rigorosamente, il che purtroppo in pratica spesso non avviene. La stragrande maggioranza dei visitatori arriva con un gruppo organizzato, il che invariabilmente costa meno che andarci autonomamente. I viaggiatori dal budget limitato non sono ben serviti al Masai Mara. Se non ci si può permettere i lodge più cari e i campi tendati di lusso, ci sono pochissime alternative al campeggio libero.

Archipiélagos Los Roques (Venezuela)

Los RoquesCome Fernando de Noronha per i brasiliani e Providencia per i colombiani, l’Archipiélago Los Roques è il principale motivo di vanto a livello turistico per i venezuelani, anche se molti ammirano questa bellezza tropicale senza aver mai messo piede sulle sue spiagge incontaminate. Impossibile non restarne affascinati.

Los RoquesQuesto splendido caleidoscopio caraibico, oltre a essere uno dei paradisi del Venezuela, è anche una perla tra le isole dell’America meridionale. Rustiche costruzioni caratterizzate da tonalità pastello fanno da sfondo alla sua principale attrattiva, spiagge di sabbia dorata dal sole lambite da acque dal ceruleo color giada che punteggiano il paesaggio in ogni direzione.

Los RoquesDichiarato parco nazionale nel 1972, questo idilliaco arcipelago di isolette coralline pressoché incontaminate vanta una barriera corallina che per la trasparenza delle acque può competere con destinazioni ben più famose, come Bora Bora e Turks & Caicos, con il vantaggio di non avere lo stesso affollamento né lo stesso costo. L’unico villaggio dell’arcipelago è il piccolo Gran Roque; la maggior parte delle isole è infatti disabitata e il silenzio è rotto solo di tanto in tanto da qualche motoscafo o dai tuffi dei pellicani. Qui l’atmosfera è molto più rilassata, distesa e accogliente rispetto a quella che si respira sulla terraferma, e la realtà che si percepisce è del tutto diversa.

Los RoquesLos Roques si trova circa 160 km a nord della costa settentrionale centrale del Venezuela, sotto un sole rovente e cieli di un azzurro incredibilmente intenso. Esteso per 36 km da est a ovest, l’arcipelago è formato da 42 isole abbastanza grandi da meritare un nome e da circa 250 tra isolotti, banchi di sabbia e atolli corallini senza nome disseminati in una laguna dalle scintillanti acque cristalline ricche di fauna marina. L’arcipelago copre una superficie di circa 2211 kmq, ma quasi tutto gravita intorno all’isola di Gran Roque, dove vive pressoché l’intera popolazione e si trovano le strutture ricettive e i trasporti.

Los RoquesAl fine di salvaguardare l’habitat dell’arcipelago, sono state istituite delle aree protette in cui i turisti non sono ammessi o l’accesso è limitato alle visite in giornata. L’unica zona in cui è possibile campeggiare liberamente è la cosiddetta Zona Recreativa, che comprende Gran Roque e le isole vicine.