Avventure gastronomiche in Nuova Zelanda

Molti sono i cibi interessanti, alcuni esclusivi della Nuova Zelanda, da assaggiare in un viaggio nella terra dei Kiwi.

Pikopiko1) Pikopiko (germogli di felce commestibili): simili a un sottogenere di asparagi con un gusto che ricorda le noci; si possono servire in insalata o con piatti cucinati.

2) Horopito (pepe): piccante, con un sapore pungente, viene grattugiato per la carne o il pesce, prima di essere affumicato.

Kawakawa3) Kawakawa (basilico): di sapore e profumo delicato, si accompagna bene con carne o pesce, oltre che alla pasta fresca.

4) Sale di kelp: sale profumato con limone, chili o limetta; fantastico sul pesce in padella, alla griglia o affumicato, oltre che sulla zuppa di mare o verdure come i pomodori e i fagioli bolliti; è un condimento ricco di sostanze nutritive, ricavato dal kelp raccolto a mano ed essiccato al sole.

5) Karengo (un’alga autoctona): egualmente raccolto a mano ed essiccato al sole, il karengo aggiunge alle vivande le sostanze nutritive del mare e un fresco sapore salino.

Marmite6) Marmite/Vegemite: i Kiwi hanno un debole per il Marmite, una sorta di appiccicosa marmellata marrone ricca di ferro, ricavata dal lievito ed equivalente all’australiana Vegemite. Spalmata in un velo sottile sui cracker, con l’aggiunta di uno o due pomodori e un po’ di prezzemolo, è un tipico spuntino casalingo che soddisfa la voglia di qualcosa di salato e gustoso. Il trucco è di spalmarne uno strato impalpabile: un cucchiaio da tavola dell’uno o dell’altro è sostanzioso come una tazza di salsa di soia.

Kina7) Kina: con il suo manto spinoso, la kina, una sorta di riccio di mare abbondantemente diffusa lungo le coste neozelandesi, somiglia a una qualche creatura dello spazio profondo; più dolce in primavera, è delizioso appena preso dall’acqua. Dopo averlo aperto, raccogliete l’interno o succhiatelo: imparerete ad apprezzarlo.

I contrasti di Città del Capo (Sudafrica)

Città del CapoCittà del CapoPreparatevi a innamorarvi di Città del Capo (Capetown). La “Città Madre” del Sudafrica rapisce da sempre il cuore di chi la visita, al punto che è facile sentirsi venir meno di fronte alla magnifica Montagna della Tavola (Table Mountain), con la sua cima ammantata da una cascata di nubi. Ben poche città possono vantare un parco nazionale così bello in pieno centro, che consente di praticare numerose attività all’aperto.

Bo-KaapCape Town è una metropoli molto attenta al lato estetico, come si può notare dal particolare gusto in fatto di design e di uso dei colori delle vivaci facciate di Bo-Kaap, delle cabine balneari in stile vittoriano di Muizenberg e delle moderne decorazioni afro-chic delle guesthouse, dei ristoranti e dei bar. Per i Mondiali di calcio del 2010 la città ha trovato un ardito simbolo architettonico nel nuovo Green Point Stadium, intorno al quale sono state costruite parecchie infrastrutture nuove di zecca.

Una townshipMa se Città del Capo presenta senza dubbio numerosi lati positivi, non si può negare l’esistenza di aspetti negativi molto evidenti. Uno studioso ha affermato che Cape Town è la città con le diseguaglianze più nette di qualsiasi altra parte del mondo, un giudizio che non è difficile condividere a giudicare dalle eleganti ville di Constantia situate accanto alle misere baracche di Crossroads. Ma questo è solo uno dei molteplici aspetti della città.

Città del CapoGli abitanti di Cape Town non sono certo carenti di solidarietà e il loro atteggiamento positivo ha dato vita a molti piccoli miracoli, come la creazione di un orto biologico su un terreno in precedenza utilizzato come discarica, oppure la costruzione di asili nido per venire incontro alle necessità delle madri che lavorano.

Città del CapoMa soprattutto Cape Town è una città multiculturale, dove ognuno ha una storia affascinante -e talvolta commovente- da raccontare. E quando verrà il momento di tornare a casa, probabilmente lascerete lì un pezzo di cuore.

Il cuore caraibico di New Orleans (Stati Uniti)

New OrleansInebriante convergenza di orgoglio europeo e allegria da terzo mondo, New Orleans viene spesso descritta come la più settentrionale delle città caraibiche. Camion dell’immondizia sovraccarichi sostano di fianco a eleganti edifici, squisite prelibatezze solleticano il palato mentre cumuli di rifiuti per strada offendono la vista.

Mai avere fretta a New Orleans: in qualsiasi momento potrebbe capitarvi di iniziare una conversazione senza capo né coda con un perfetto sconosciuto.

New Orleans: KatrinaNell’agosto del 2005, quando l’uragano Katrina si abbattè sulla città, ne mise a nudo gli strati meno conosciuti, e gli abitanti dovettero lottare strenuamente per la loro sopravvivenza. Tuttavia, anche dopo questa tragedia il motto non ufficiale e la diffusa disposizione d’animo resta Laissez les bons temps rouler (pressappoco “godetevi la vita”). Gli abitanti di New Orleans hanno avviato il processo di ricostruzione e, anche se la popolazione della città è stata dimezzata dalla diaspora seguita all’uragano, le zone lungo il fiume, quelle più frequentate dai visitatori, sono tornate come un tempo e sono di nuovo pervase dall’inconfondibile joie de vivre della città.

New OrleansNew Orleans ha una fierezza vecchio stile che conferisce una certa dignità ad attività altrimenti dissolute. I più festaioli gettano collane di perline da balconi di ferro in segno di apprezzamento per qualche affascinante straniero o straniera che passa nella strada sottostante. Le note incredibilmente dolci del jazz tradizionale e moderno, delle brass band, del R&B e blues giungono da angoli inattesi, tanto che ballare sembra essere un impulso irresistibile e non una scelta. I seducenti aromi dei ristoranti raccontano di una storia pervasa di influenze culturali africane, spagnole, francesi, italiane e caraibiche.

New Orleans: la cucinaNew Orleans è una città magnifica da visitare a piedi: il suo fulcro è costituito dal suggestivo French Quarter e dai vicini faubourg (in origine, “sobborghi”). Malgrado la reputazione di città dissoluta, è proprio nei momenti in cui la frenesia si placa -il tardo pomeriggio, quando tutti sono in albergo a prepararsi per la serata, e il mattino presto, quando la luce si diffonde sulla città e le squadre di netturbini si mettono al lavoro per ripulire le strade dai resti della nottata di baldoria- che New Orleans svela il suo fascino più sottile.

Piatti tipici e specialità della Mongolia

BortzigQuasi tutte le specialità mongole si possono preparare con carne, riso, farina e patate. La maggior parte dei pasti consiste di talkh (pane) in città e bortzig (pane non lievitato fritto) nelle gher (le tradizionali tende mongole), o di semplice shölte khool (letteralmente zuppa con cibo), un pasto a base di brodo bollente, tagliolini, montone bollito e qualche pezzo di patata.

BuuzBuuz (ravioli al vapore ripieni di montone e, talvolta, cipolla o aglio a fette) e khuushuur (frittelle di montone) sono due delle voci più diffuse nei menu dei ristoranti. Minuscoli buuz, chiamati bansh, vengono di solito inzuppati nel tè al latte.

MakhLa classica portata che non manca mai sulla tavola mongola, e una della più temute dagli stranieri, viene semplicemente chiamata makh (carne) e consiste di vari pezzi di pecora bolliti (ossa, grasso, organi interni e la testa) con alcune patate a fette, il tutto presentato in un secchio di plastica.

KhorkhogUn’altro piatto molto noto della cucina mongola è il khorkhog, preparato mettendo alcune pietre roventi in una pentola o in un recipiente di latta insieme a bocconcini di carne di pecora, un po’ d’acqua e talvolta anche vodka. La pentola viene poi chiusa con un coperchio e messa sul fuoco. La consuetudine vuole che, mangiando il khorkhog, le pietre roventi e unte di grasso vengano passate di mano in mano, un gesto ritenuto di buon augurio per la salute.

TsagaanIn estate potete limitare la vostra dieta, come fanno i mongoli, ai prodotti caseari o tsagaan idee (letteralmente “alimenti bianchi”): yogurt, latte, panna, formaggio e bevande a base di latte fermentato. Durante la visita a una gher vengono offerti spuntini di prodotti caseari come l’aaruul (cagliata di latte essiccato), duro come un sasso e spesso altrettanto gustoso.

Se avete occasione, non perdete l’opportunità di assaggiare la marmotta (cane delle praterie) alla fiamma, una delizia tipica delle steppe.