Marocco, la cultura del caffè

Un caffè di MarrakechOgni villaggio marocchino ha almeno un caffè, mentre le città marocchine sembrano avere più caffè che abitanti.

Ispirati ai grand café francesi, i caffè sono i luoghi dove gli uomini iniziano e concludono la giornata, leggono il giornale, sorseggiano un café au lait o un café normal, fanno uno spuntino con paste squisite e fumano.

Il caffè in MaroccoNelle città più grandi oggi sono sempre di più i caffè che accolgono anche le donne, così come sta diventando sempre meno straordinario vedere delle donne da sole o che fumano.

Quando vi recate in un caffè con amici marocchini di entrambi i sessi, ricordatevi di non tirare fuori il portafoglio. È dovere dell’anfitrione pagare per i propri ospiti e alcuni marocchini insisteranno che, anche se siete stati voi a invitarli, siete comunque loro ospiti. Sarebbe scortese insistere a voler pagare e ancora più scortese cercare di far scivolare di soppiatto il denaro in mano al cameriere. Il caffè costa poco: è meglio sorridere e dire “shukran” (grazie)!

Birra Flag SpécialePoiché l’alcol è proibito dall’Islam, lo si beve di nascosto. Ciò detto, le città pullulano di bar e non si deve fare altro che cercare il logo della birra Flag Spéciale o Stork al di sopra di una porta senza vetri.

Questi bar piuttosto squallidi sono frequentati solo da uomini e qualsiasi donna vi si trovi dentro è quasi certamente una prostituta.

Buona parte degli alberghi possiede bar gradevoli dove possono bere alcolici sia gli stranieri che i marocchini.

Nelle città gli alcolici si trovano nei supermercati e nei negozi più piccoli.

Séga, la colonna sonora di Mauritius

SégaIl séga è un’energica combinazione di musica e danza utilizzata in passato dagli schiavi africani come antidoto contro le ingiustizie subite nella vita quotidiana. Al termine di una dura giornata di lavoro nei campi di canna da zucchero, le coppie ballavano il séga sulla spiaggia intorno ai falò con l’accompagnamento dei tamburi.

SégaA causa della sabbia (o forse dei ceppi) i piedi non potevano muoversi agilmente, motivo per cui ancora oggi il séga va danzato senza staccare i piedi dal terreno. Il resto del corpo compensa questa staticità e il risultato, quando gli animi si infiammano, può essere estremamente erotico.

SégaNel ritmo e nel tempo del séga si possono cogliere affinità con la salsa latinoamericana, il calypso dei Caraibi e le origini africane degli abitanti di Mauritius. È un ballo personale, viscerale, in cui i danzatori si lasciano dominare dalla musica e si abbandonano al ritmo.

RavanneLa danza è tradizionalmente accompagnata dal suono del ravanne, un primitivo tamburo in pelle di capra.

La musica inizia lentamente e si trasforma a poco a poco in un ritmo pulsante, che di solito trascina i ballerini e il loro pubblico.

A volte si ha la fortuna di assistere a esibizioni spontanee di séga durante feste sulla spiaggia o grigliate in famiglia. In caso contrario bisogna accontentarsi dei meno autentici spettacoli proposti la sera da alcuni locali e ristoranti e dalla maggior parte dei grandi alberghi, spesso accompagnati da un buffet mauriziano.

Australia: guidare nell’Outback

OutbackUn’avventura nell’outback non va presa alla leggera. Infatti, le temperature vanno dal torrido all’insostenibile, le stazioni di servizio si trovano a lunghe distanze le une dalle altre e alcune zone sono talmente isolate che qualsiasi problema potrebbe costarvi carissimo. Chi vuole affrontare questo viaggio deve essere organizzato, prudente e sempre vigile.

QUALCHE SUGGERIMENTO:

Outback

1) Prima di partire fate revisionare accuratamente il veicolo e controllare che la pressione degli pneumatici corrisponda al livello ottimale per il tipo di terreno che dovranno affrontare.

Outback2) Informate del vostro itinerario i familiari, gli amici o l’agenzia di autonoleggio.

3) Caricate il veicolo in modo razionale, con i bagagli pesanti all’interno e quelli leggeri sul tetto.

4) Verificate in anticipo le condizioni delle strade; infatti può capitare che le strade transitabili nella stagione secca (da marzo a novembre) diventino impraticabili nel periodo delle piogge, addirittura al punto di scomparire sotto uno strato d’acqua.

Outback5) Verificate in anticipo le condizioni meteorologiche, in quanto le violente precipitazioni che si verificano durante la stagione umida rendono molte strade intransitabili.

6) Localizzate le stazioni di servizio e annotate accuratamente gli orari di apertura; portatevi una buona scorta di carburante e provviste, perché le occasioni di rifornirvi potrebbero scarseggiare.

Outback7) Dal momento che in molte zone dell’outback non c’è copertura di rete per i telefoni cellulari, sarebbe saggio procurarsi un telefono satellitare, un radio trasmettitore ad alta frequenza (HF) o un EPIRB (Emergency Position Indicating Radio Beacon).

8) Riducete la velocità sulle strade non asfaltate. Le strade sterrate sono spesso molto sconnesse e il modo migliore per affrontarle consiste nel mantenere una velocità regolare.

Outback9) La polvere rappresenta una costante sulle strade dell’outback; se dovesse impedirvi la visibilità, fermatevi e aspettate che si diradi.

10) Prima di attraversare un torrente, controllate i segnalatori del livello dell’acqua per accertarvi che il guado sia possibile. Non tentate di attraversare ponti o strade inondati se non siete sicuri della profondità dell’acqua e delle condizioni del fondo stradale.

Outback11) I terreni molto sabbiosi si superano meglio sgonfiando leggermente i pneumatici; se ciò non bastasse e vi trovaste bloccati, cercate di non mandare il motore su di giri, perché le ruote scaverebbero più profondamente nella sabbia.

12) In caso di emergenza non allontanatevi dal veicolo -è più facile avvistare una vettura che una persona- ma non aspettate all’interno, perché potrebbe trasformarsi rapidamente in un forno.

Rafting e kayaking in Nepal

Rafting in NepalIl Nepal è considerato uno dei paesi migliori del mondo per fare rafting e kayaking: offre infatti numerosi fantastici itinerari lungo i suoi corsi d’acqua, che vanno dalle discese di ripidi ed emozionanti torrenti di montagna alle classiche navigazioni lungo fiumi di portata maggiore.

Kayaking in NepalL’acqua tiepida, il clima subtropicale, l’assenza di insetti e le vastissime spiagge di sabbia bianca, perfette per campeggiare, richiamano in Nepal molti appassionati di questi sport.

Sono sempre più numerosi gli amanti del kayak che si recano in Nepal. Diverse agenzie locali propongono itinerari studiati appositamente per il kayak, durante i quali ci si sposta lungo i fiumi con il supporto di zattere che trasportano viveri e attrezzature; spesso si campeggia a breve distanza dai tratti affrontabili in kayak.

Rafting in NepalI periodi più indicati per il rafting vanno da settembre all’inizio di dicembre e da marzo all’inizio di giugno. A settembre e in maggio e giugno il livello dei fiumi può essere molto alto per effetto del monsone. Se avete intenzione di fare rafting in questi mesi vi consigliamo di appoggiarvi a un’agenzia di grande esperienza, che conosca il fiume in modo approfondito e si avvalga di personale competente: i periodi di massima portata dei fiumi sono potenzialmente i più pericolosi.

Kayaking in NepalDa metà ottobre in avanti le condizioni per il rafting sono ottime grazie al clima caldo e stabile. In dicembre molti fiumi diventano così freddi da richiedere l’impiego di una muta e le poche ore di luce consigliano di optare per uscite brevi.

Nella stagione estiva, da marzo a inizio giugno, le giornate sono calde e lunghe e la portata d’acqua è inferiore, il che di solito significa che le rapide sono meno impetuose rispetto al periodo compreso tra settembre e novembre. Il livello dei fiumi sale di nuovo in maggio, con le tempeste premonsoniche e il disgelo.

Rafting in NepalDa giugno ad agosto arrivano le piogge del monsone. I fiumi raggiungono una portata dieci volte superiore alla media e possono straripare da 60 a 80 volte, rendendo difficilissima la navigazione. Durante il monsone solo alcuni tratti del Seti e del Trisuli sono praticabili. Il livello delle acque può comunque variare drasticamente in qualsiasi periodo, anche se generalmente in Nepal le fasi climatiche sono piuttosto stabili.