I templi di Bagan (Birmania)

BaganDalle sponde del Fiume Ayeyarwady circa 3000 templi si distribuiscono su una pianura di 42 km2: non sono solo il sito più incantevole del Myanmar, ma competono con le rovine di Angkor Wat, in Cambogia, in termini di estensione e bellezza.

Gawdawpalin PahtoProvate a immaginare tutte le cattedrali medievali europee concentrate in un’area corrispondente all’isola di Manhattan: comincerete a farvi un’idea delle ambizioni dei re di Bagan, che su questa pianura lambita da un fiume fecero erigere ben 4400 templi in un periodo di 230 anni.

L’incuria, le razzie, i terremoti, l’erosione e gli escrementi dei pipistrelli potranno aver fatto la loro parte per minarne la maestosità, ma Bagan (Pagan) mantiene ancora tutto il suo splendore.

Mimalaung KyaungLa sola visita a Bagan, che sia di un paio di giorni o dell’intera durata del visto mensile, merita il viaggio in Myanmar; ma per quanto vi fermiate, non ne avrete visitato che una minima parte.

I templi più alti e maestosi incutono quasi un timore reverenziale. Alcuni sono ormai popolati da venditori di cartoline sempre alle calcagna di comitive di turisti; altri vengono ignorati e siete liberi di esplorarli per conto vostro.

Thatbyinnyu PahtoIn tutti i templi dovrete accendere la torcia per illuminare gli angoli più bui ed è probabile che troviate una stretta scalinata che sale a punti panoramici o logore tracce di una elegante pittura murale che raffigura le vite passate del Buddha.

QUANT’È GRANDE BAGAN?

Mahabodhi PayaBagan è grande, ma nessuno sa esattamente quanti templi vi siano stati costruiti. Si suppone che entro la fine del XIII secolo potesse contare 4446 siti ufficiali. Secondo alcuni rilevamenti, nel 1901 furono identificati con chiarezza 2157 monumenti ancora in buone condizioni; la stima del 1978 -pochi anni dopo il disastroso terremoto- ne contò 2230, esclusi i cumuli di mattoni, che altrimenti farebbero salire il totale a 4000.

Nat Hlaung KyaungII problema è che il numero di templi continua a salire. Con tanti buddhisti che cercano di accreditarsi qualche “merito” e salire di qualche grado nella vita successiva, sono molti i ricchi residenti di Yangon (compresi molti ufficiali governativi) che fanno erigere nuovi stupa; pare che nei primi anni del secolo ne siano sorti circa 300 nei dintorni di Bagan.

Per molti, ritrovarsi a osservare templi nuovi e palesemente moderni che deturpano una delle più spettacolari e antiche città del mondo non è cosa piacevole; c’è tuttavia chi apprezza il fatto che a Bagan si respiri ogni tanto aria nuova.

IL TRAMONTO A BAGAN

Tramonto a BaganTutti i giorni poco prima del calar del sole Bagan è teatro di una vera e propria caccia al tramonto, con turisti frenetici armati di macchine fotografiche intenti ad arrampicarsi sulle scalinate per vedere la distesa dei templi tingersi di sfumature di color arancio, violetto e ruggine.

Molti se ne vanno una volta che il sole è calato dietro le montagne, ma i colori cominciano solo allora a dare spettacolo. Fermatevi ancora un po’ ad ammirare la scena, magari da punti di osservazione diversi, sia dal basso sia dall’alto. Alcuni templi brulicano di turisti, mentre centinaia dei meno conosciuti si spopolano completamente.

Tramonto a BaganGià, ma qual è il luogo migliore da cui ammirare albe e tramonti? Dhammayangyi Pahto è da sempre uno dei preferiti la sera; Mingalazedi, che è rivolto a est, è il più apprezzato al mattino. Vicino al cuore di Bagan, Buledi è un’alternativa che viene scelta sempre più spesso negli ultimi anni, mentre un altro punto “ombelicale”, la Pyathada Paya, ha un’estesa terrazza panoramica spesso deserta.

Tramonto a BaganI turisti abituali di Bagan sostengono che sono tutte invenzioni: lo spettacolo è ugualmente emozionante, anche osservato da un tempio a due piani senza nome come a Dhammayanyi. Decidete voi.

Botswana: esplorare il Delta dell’Okavango in mokoro

Delta dell'OkavangoUno dei modi migliori (oltre che uno dei più economici) per esplorare il Delta dell’Okavango è scivolare sulle sue acque a bordo di un mokoro (plurale mekoro), una bassa canoa tradizionale ricavata da un tronco d’ebano o di kigelia. Il popolo batswana però ha recentemente iniziato a costruire i mekoro in fibra di vetro: il principio alla base di questa scelta è che gli alberi d’ebano e di kigelia impiegano oltre un secolo a crescere, mentre un mokoro può durare appena cinque anni.

MokoroQueste imbarcazioni possono sembrare precarie, ma in realtà sono incredibilmente stabili e sono ideali per navigare nelle acque poco profonde del Delta. Hanno posto per due passeggeri e un bagaglio alquanto ridotto e sono spinte da un barcaiolo che sta a poppa e manovra un ngashi, una lunga pertica ricavata dall’albero mogonono.

MokoroSpesso la buona riuscita di un’escursione in mokoro dipende dall’entusiasmo dei partecipanti, dall’intesa che si crea tra di loro e dall’abilità del barcaiolo, la maggior parte dei quali parla almeno un po’ d’inglese, sa identificare le piante, gli uccelli e gli animali incontrati lungo il tragitto ed è in grado di illustrare la cultura e i miti degli abitanti del Delta. Spesso, però, si tratta di persone riservate e poco inclini alla comunicazione, pertanto può darsi che dobbiate fare parecchie domande per ottenere informazioni.

Mokoro 1Non aspettatevi di avvistare schiere di animali. Dal mokoro scorgerete certamente numerosi ippopotami e coccodrilli, e durante le passeggiate avvisterete frequentemente antilopi ed elefanti, ma le principali attrattive di un’escursione in mokoro sono la pace e la serenità che si avvertono scivolando sulle acque poco profonde del Delta.

MokoroUna gita di un giorno da Maun nel Delta orientale comprende di norma un tratto in fuoristrada di 2-3 ore tra andata e ritorno per raggiungere il punto di partenza, da 2-3 ore in mokoro (a volte di più nelle spedizioni di due o tre giorni) e da 2-3 ore di marcia.

All’inizio dell’escursione chiedete al barcaiolo che tipo di tragitto abbia in mente e concordate la durata massima degli spostamenti quotidiani in mokoro, dei tratti da percorrere a piedi e dei momenti di relax in campeggio, tenendo sempre presente che viaggiare in mokoro comporta una certa fatica per il barcaiolo.

MokoroInfine, ecco alcune cose da ricordare:

1) chiedete all’agenzia presso la quale avete prenotato l’escursione se siete tenuti a provvedere anche al cibo per il barcaiolo (in genere non è così);

2) portatevi un buon paio di scarpe da trekking, pantaloni lunghi per le passeggiate, un cappello, protezione solare e acqua in abbondanza;

Mokoro3) nonostante la poco invitante colorazione giallognola, l’acqua del Delta è potabile, a condizione che venga bollita o purificata;

4) quasi tutte le aree per campeggio sono naturali, quindi occorre provvedere a ripulirle da tutti i rifiuti e a bruciare la carta igienica;

Ippopotamo nell'Okavango5) attrezzatevi con indumenti caldi per la sera nel periodo da maggio a settembre;

6) la fauna selvatica può rappresentare un pericolo, quindi non avventuratevi mai in acqua da soli per una nuotata senza aver prima consultato il barcaiolo.

Nuova Zelanda: sulle orme de Il Signore degli Anelli

Nuova ZelandaNuova ZelandaSe appartenete anche voi alla schiera di viaggiatori che si recano in Nuova Zelanda per vedere dal vivo i panorami in cui è stato ambientato II Signore degli Anelli, non resterete certo delusi.

La scelta di Peter Jackson di girare il film nel proprio paese natale, infatti, non è scaturita da motivazioni esclusivamente patriottiche, ma anche da esigenze pratiche: in nessun altro posto al mondo esiste un’analoga varietà di paesaggi selvaggi e incontaminati.

NgauruhoeRiconoscerete senz’altro alcune località presenti nei film: per esempio Hobbiton (vicino a Matamata), Mount Doom (che identificherete immediatamente nel torreggiante Ngauruhoe, Central Plateau) o le Misty Mountains (le Southern Alps della South Island).

 

The Lord of the Rings: Location GuidebookSe siete davvero interessati a trovare i posti in cui sono state girate le singole scene, allora dovreste acquistare l’ottima guida di Ian Brodie “The Lord of the Rings: Location Guidebook” (non tradotto in italiano), piena di indicazioni e completa persino delle coordinate GPS per la localizzazione di tutte le scene più importanti.

Vale un’occhiata anche l’ottimo sito di Film New Zealand (http://www.nzhomeofmiddleearth.com), comprendente un’interessante guida on-line alle località in questione.

Southern AlpsAgenzie private accompagnano in escursioni organizzate a tema al Tongariro National Park, a Wellington, a Nelson, a Methven, a Queenstown e a Wanaka.

I maestosi templi di Tikal (Guatemala)

TikalTikal. Imponenti piramidi svettano sulla volta della giungla e catturano la luce del sole.

TikalScimmie urlatrici si dondolano rumorose sui rami degli alberi secolari, mentre pappagalli e tucani dai colori sgargianti saltano di ramo in ramo emettendo grida rauche.

Quando il melodioso canto di qualche misterioso uccello della giungla diminuisce d’intensità, si percepisce in sottofondo il gracidio delle raganelle.

TikalSicuramente l’aspetto più straordinario di Tikal è costituito dai suoi ripidi templi, alti più di 44 metri.

Ma Tikal è diversa da Copán, Chichén Itzá, Uxmal e dalla maggior parte degli altri grandi siti maya perché si trova nel cuore della giungla.

TikalLe sue numerose piazze sono state ripulite dagli alberi e dai rampicanti, i suoi templi sono stati riportati alla luce e in gran parte restaurati, ma per andare da un edificio all’altro bisogna passare sotto la fìtta volta della foresta pluviale.

L’odore intenso della terra e della vegetazione, il silenzio e i rumori degli animali, tutto contribuisce a un’esperienza che nessun altro importante sito maya è in grado di offrire.

TikalSi può visitare Tikal con un’escursione in giornata da Flores o El Remate. Si può persino fare una visita veloce in aereo da Ciudad de Guatemala con uno dei voli che collegano l’aeroporto di Flores alla capitale. Ma Tikal è talmente vasta che sono necessari almeno due giorni per vedere in modo approfondito anche solo i monumenti principali.

TikalLa cosa migliore è visitare le rovine due volte, arrivando la prima volta nel tardo pomeriggio e la seconda di primo mattino, quando i turisti sono meno numerosi e gli animali della giungla più attivi.