Stati Uniti: regole di comportamento per turisti

Benvenuti negli Stati UnitiIn generale gli americani sono accomodanti e tolleranti. Tuttavia, come in tutte le società del mondo, esistono norme di comportamento di cui i turisti dovrebbero essere a conoscenza.

1) Ricambiate i saluti con cordialità. Chi vi porge un “Hi. How are you?” (“Salve, come va?”) si aspetta in risposta un “Thanks, l’m fine” (“Grazie, tutto bene”), non una sequela di lamentele sulla propria vita sentimentale, sulla salute malferma o sui guai dell’automobile.

Stretta di mano2) Incontrando una persona per la prima volta, non adottate un approccio troppo fisico. Alcuni americani si abbracciano, ma in genere ci si stringe semplicemente la mano, soprattutto tra uomini. I baci sulla bocca finirebbero nel migliore dei casi con uno schiaffo (se non un arresto).

3) Siate puntuali. Gli americani considerano molto scortese fare aspettare il prossimo.

Miami Beach4) Non spogliatevi in pubblico. Soprattutto sulle spiagge, non scegliete il nudo integrale né -per le donne- il topless, a meno che non si tratti di una spiaggia per nudisti.

5) Non aspettatevi che gli americani sappiano molto sul vostro paese. In genere sono contenti di incontrare turisti stranieri, ma la loro conoscenza del mondo è spesso superficiale. Non prendetela come un’offesa personale, perché la metà degli americani non saprebbe neanche indicarvi New York sulla cartina.

6) Non fumate in un luogo pubblico o in un’abitazione privata senza chiedere prima il permesso. Oggi la maggior parte degli stati applica leggi severe contro il fumo e molte persone sono contrarie al fumo passivo.

Poliziotti a New York7) Mantenete un atteggiamento rispettoso nei confronti della polizia. Sebbene tra di loro gli americani siano molto informali, rivolgendosi ai poliziotti utilizzano le espressioni “Sir”, “Madam” o semplicemente “Officer”. Epiteti come “pig”, “cop” e “fuzz” (tutti più o meno equivalenti a “sbirro” e “piedipiatti”) non sono ovviamente graditi.

Sri Lanka: i mille usi della noce di cocco

Noce di cocco

La cucina dello Sri Lanka non sarebbe quella che è senza l’uso della ricca e bianca polpa della noce di cocco. Una volta grattugiata, serve a preparare il pol sambol (poi significa noce di cocco in singalese), che con Pol Samboll’aggiunta di salsa chili diventa un piccantissimo condimento.

Senza il chili, invece, il cocco grattato si può spolverizzare sui curry per farli diventare un po’ meno esplosivi. Le scaglie essiccate, chiamate copra, vengono esportate per essere usate in pasticceria.

L’olio di cocco viene ricavato dalla copra e il poonac (il residuo disseccato) viene utilizzato come foraggio per il bestiame.

KiribathLa polpa della noce di cocco appena aperta si può spremere per ricavarne un cremoso latte bianco che aggiunge una vellutata corposità ai curry; con il latte di cocco viene prodotto per esempio il pol hodda, una salsa speziata. Il delizioso kiribath (riso cotto nel latte di cocco) è per tradizione il primo cibo solido che viene dato ai bambini piccoli ed è un piatto essenziale per matrimoni e altre cerimonie.

La gemma in cima allo stelo, chiamata bada, si può raccogliere e mangiare.

ThambiliLungo le strade si vedono comunemente mucchi di thambili (cocco reale); il liquido che contengono è dolce e dissetante e costa meno delle bibite. Le kurumba (noci di cocco acerbe) sono un po’ meno dolci.

Per estrarre la linfa della palma da cocco, usata per preparare la bevanda chiamata vino di palma, gli agili raccoglitori si spostano da un albero all’altro come funamboli. Gli alberi destinati alla produzione del vino di palma non devono fare i frutti; i loro fiori aperti vengono legati e piegati e la linfa viene raccolta all’incirca ogni tre settimane. Ogni mattina e ogni sera i raccoglitori si spostano di fiore in fiore per cambiare i vasi di raccolta. Una palma produce in media 270 litri di vino all’anno e un buon raccoglitore è in grado di estrarre la linfa per un mese da un solo fiore. Il vino di palma fermentato e distillato diventa arrack, una popolare bevanda alcolica color miele che, svegliandovi al mattino, potrebbe farvi rimpiangere di averla bevuta.

Tetto in Sri LankaNelle zone rurali si vedono ancora i tetti fatti con il cadjan (fronde della palma da cocco), staccionate realizzate con rami di palma secchi e supporti per il tetto ricavati dal legno di palma.

Il guscio fibroso che ricopre le noci viene usato per confezionare cordame, tappeti e rivestimenti, mentre le scope di ekel sono fatte con la rigida parte interna delle fronde di palma.

Noce di cocco scolpitaI gusci vengono scolpiti per realizzare souvenir a forma di scimmia o di elefante e molto diffuse sono anche le ciotole fatte con i gusci lucidati. Questa parte della noce è molto versatile e svolge anche una funzione spirituale, perché spesso viene spaccata nei templi come gesto di buon auspicio.

Sapori insoliti d’Australia

Slippery JacksMolti sapori della cucina australiana sono in parte o del tutto nuovi per i palati degli stranieri.

Tra le specialità più insolite che potrebbe capitarvi di assaggiare figurano i “pine mushroom”, funghi color arancio brillante, e gli “slippery jack”, battezzati con questo nome perché dopo la pioggia diventano particolarmente viscidi.

Carne di canguroLa carne di canguro ha un color rosso scuro e un delizioso sapore tendente al dolce; il filetto è talmente tenero e magro che deve essere cotto al sangue, mentre la coda viene spesso brasata, come la coda di bue.

Nelle regioni settentrionali potrebbe capitarvi di trovare la carne di coccodrillo, che è bianca come la carne di pesce e ha una consistenza simile a quella di pollo.

Witchetty GrubsNell’outback potrebbero offrirvi i “witchetty grub”, che hanno l’aspetto di grosse larve, una consistenza morbida e un sapore che ricorda quello delle noci.

Nelle regioni tropicali si mangiano invece le formiche verdi (“green ant”): tenendole tra due dita, se ne scarta con un morso la parte posteriore, che ha un sapore acidulo, e si mangia il resto. L’addome dei campanoti (“sugar ant”, formiche dello zucchero) è pieno di una sostanza dolce, per cui anche in questo caso si mangia solo la parte anteriore.

AkudjuraNel corso della loro evoluzione, molte specie vegetali autoctone hanno sviluppato sostanze chimiche sgradevoli al palato, ma non tutte. Rimarrete sicuramente estasiati dai peperoncini piccanti del bush, dalle varietà australiane di mirto (“lemon myrtle” e “aniseed myrtle”), dai granelli ricavati dai semi dell’acacia australiana, simili a chicchi di caffè, dagli splendidi fiori purpurei della rosella, dagli aspri frutti delle “Davidson plum” (Davidsonia plurens), dagli aciduli akudjura (detti anche pomodori del bush) e, naturalmente, dalle noci di macadamia.

VegemiteL’alimento più strano (e più amato) in assoluto è il Vegemite, una crema scura e salata a base di lievito di birra, che viene spalmata sul pane tostato ma non è male nemmeno nei sandwich al formaggio. Gli australiani che vivono all’estero se ne portano sempre dietro una scorta da casa. Pare che sia anche un rimedio efficace dopo una sbornia, il che potrebbe spiegare come mai gli australiani ne siano dipendenti fin dalla nascita. Gli stranieri invece trovano che abbia un sapore poco raffinato e troppo deciso. Ma cosa ne possono sapere loro?

Namibia: che cosa mangiare durante il viaggio

Stufato namibianoLa dieta base di quasi tutti i namibiani di colore è il porridge di mais, duro, chiamato pap, servito con lo stufato. Il pap è piuttosto insipido ma lo stufato, con il quale viene servito, può essere abbastanza saporito.

I carnivori diretti in Namibia possono leccarsi i baffi perché c’è abbondanza di carne, eccellente e molto economica (comparata agli standard europei). I vegetariani, però, dovranno portarsi delle vitamine!

SosatiesOvunque il cibo ha subito le influenze tedesche e afrikaans e ciò spiega perché così tanti di loro hanno assunto una caratteristica forma tarchiata.

I supermercati e le macellerie sono pieni di salsicce, kebab, costine e cotolette di prima scelta (le sosaties sono deliziose), spesso preparate secondo la tradizione.

I ristoranti servono porzioni abbondanti con un buon rapporto qualità/prezzo, se pasti semplici, con menu che ruotano attorno alla bistecca, dal pollo e dalla cotoletta al pesce fresco (frutti di mare quando è stagione) lungo la costa.

I pasti degli agriturismi, dei lodge e delle case dei locali sono sempre abbondanti e di solito ottimi.

Boerewors namibianiPersino le colazioni sono a base di carne: uova, salsicce e bacon fritti, ma anche dell’appetitoso macinato di carne e il Boerewors (una salsiccia di manzo grassa e speziata).

Biltong namibianiDato che qui quasi tutto è biologico (la maggior parte degli agricoltori non si può permettere i fertilizzanti d’importazione) e i livelli d’igiene e gli standard di preparazione sono buoni, spaziate tra le specialità di selvaggina del posto. Assaggiate anche il biltong, una carne essiccata al sole e molto salata, molto gustosa.

Mercato a WindhoekIn contrasto con l’abbondanza di carne c’è scarsità di prodotti agricoli freschi nelle piccole città, per cui i vegetariani farebbero bene a fare provviste. Persino nei ristoranti la scelta è limitata. In genere solo una volta a settimana un supermercato di una cittadina del nord può ricevere frutta e verdura fresche (di solito importate dal Sudafrica). Quindi, se capitate il giorno della consegna la scelta è ampia, ma alla fine della settimana non rimane più niente.