India: l’atteggiamento verso gli stranieri

NamasteL’India è stata invasa e sfruttata più volte nel corso dei secoli, dai mongoli, dai musulmani, dai francesi, dagli inglesi, ed economicamente, a loro parere, dagli americani. Il paese ha imparato qualcosa da ogni esperienza storica, ma rimane un po’ di diffidenza residua. Per gli indiani è molto importante sentire che si rispetta la loro cultura, e gli stranieri dovrebbero stare attenti a non metterli in difficoltà facendoli oggetto di critiche personali.

IndiaCiò che gli indiani hanno imparato è che non è difficile gettare un ponte e ridurre le distanze fra la cultura occidentale e quella orientale, anzi quasi tutti gli indiani ci riescono con molta più facilità e raffinatezza della maggior parte degli occidentali.
Stranieri in India

Gli indiani sono amichevoli, beneducati e molto interessati agli stranieri, soprattutto agli inglesi, perché il ricordo del Raj Britannico suscita tuttora rispetto e una sorprendente assenza di rancore. La cortesia e l’ospitalità nei confronti degli stranieri sono ben radicate, e probabilmente rimarrete colpiti e commossi da gesti di ospitalità e di gentilezza che superano i confini religiosi.

IndianiLa gente pensa che sia buona educazione far conversazione nei luoghi pubblici. In una decina di minuti sapranno tutto di voi: nome, lavoro, salario, tipo di casa, se siete sposati, se non lo siete, perché e così via, il che può intimidire gli stranieri più riservati.

Cina: guai a perdere la faccia!

Perdere la faccia in CinaI cinesi stanno molto attenti a non “perdere la faccia” o a mostrarsi in cattiva luce di fronte agli altri. Se non possono o non vogliono rispondere a una domanda difficile, spesso celano il loro imbarazzo ridendo.

Questo potrebbe significare che il visitatore straniero ha detto qualcosa che non è stato capito oppure che l’interlocutore cinese non è sicuro su alcuni punti dell’argomento in questione. Allo stesso modo, uno straniero perde la faccia quando si arrabbia o si innervosisce.

La frase “non è opportuno” è spesso un modo gentile per comunicare che qualcosa è impossibile o difficile, ma vuol dire anche che in quel momento il cinese con cui state parlando preferisce non entrare nei dettagli della situazione.

È possibile dare dei colpetti leggeri a quella che sembra in apparenza una porta chiusa, ma non cercate di buttarla giù a calci. Potete insistere un po’, ma non troppo.

Non è affatto scortese ritornare in seguito sull’argomento, quando il vostro interlocutore cinese ha avuto tempo di discutere il problema in privato con altre persone. Egli stesso sarà fiero di risollevare la questione quando sarà riuscito a chiarirla.

Galateo tanzaniano

TanzanianiI tanzaniani sono un popolo conservatore e, anche se sono troppo gentili per dirlo esplicitamente, in realtà disapprovano il comportamento dei turisti che sfoggiano indumenti succinti e poco decorosi o che si lasciano andare a effusioni d’affetto in pubblico.

Abbigliamento in TanzaniaSpecialmente lungo la costa, dove si concentra la popolazione musulmana, è meglio indossare abiti che coprano spalle e gambe ed evitare vestiti attillati o con scollature molto profonde.

I convenevoli sono molto importanti: anche se desiderate soltanto chiedere un’informazione, non tralasciate di salutare la persona a cui vi rivolgete prima di cominciare a parlare.

Stretta di manoFareste bene ad adottare anche l’abitudine di stringere la mano all’interlocutore, cosa che potrete imparare facilmente osservando il comportamento di chi vi sta intorno. I tanzaniani si stringono la mano per diversi minuti o addirittura per tutto il tempo della conversazione e in alcune zone del paese, specie nel sud, vedrete strette di mano accompagnate da un gesto di rispetto che consiste nel toccarsi il gomito destro con la mano sinistra.

A tavola, non mangiate né passate alimenti con la mano sinistra.

Dimostrate rispetto nei confronti delle autorità; perdendo la pazienza oppure offendendo un pubblico ufficiale non otterrete nulla, mentre dimostrandovi cortesi e amichevoli è difficile che incorriate in situazioni spiacevoli.

TanzanianiSe vi recate a casa di un amico tanzaniano, prima di entrare dite hodi e aspettate l’immancabile parola di risposta karibu (benvenuto).

Evitate di esprimere opinioni critiche sul governo tanzaniano.

Accettate i regali con entrambe le mani, o con la mano destra mentre con la sinistra vi toccate il gomito destro. Se invece siete voi a offrire un regalo, non stupitevi se non vi verranno rivolti ringraziamenti verbali.

L’Oktoberfest a Córdoba (Argentina)

Oktoberfest in ArgentinaSe andate a Villa General Belgrano, in provincia di Córdoba, a inizio ottobre, vi troverete circondati da persone vestite in lederhosen e costumi nazionali, musica tedesca, cibo e birra, anzi, fiumi di birra!
Oktoberfest in Argentina

Eccovi approdati alla versione argentina dell’Oktoberfest. La festa nazionale della birra era solo un evento locale, ma negli anni ’80 diventò nazionale. Dura undici giorni tra parate, bande, assaggi di birra, esibizioni di danza, altra birra, cibo, ancora birra, scelta e incoronamento della Regina dell’Oktoberfest (tutte le concorrenti portano un boccale).

Oktoberfest in ArgentinaÈ una festa dal sapore internazionale, con giornate dedicate alle influenze culturali di altri paesi (giornate svizzere-argentine-tedesche, oppure italo-argentine-tedesche), ma anche con musiche e balli di altri paesi, dai gruppi locali alla Grecia alla Lituania.
Oktoberfest in Argentina

La maggior parte degli eventi ha luogo nel biergarten, il Parque Cervecero, dove si possono bere birre prodotte localmente accanto a quelle internazionali. Le persone si accalcano per assistere alla cerimonia dell’apertura del primo barile ed essere regolarmente investite dall’alto getto di birra e schiuma che fuoriesce, allungando i propri boccali per cercare di catturarne un po’.

PERCHÉ UN OKTOBERTFEST NEL BEL MEZZO DELL’ARGENTINA?

Vell di CalamuchitaLa valle di Calamuchita, nella quale si trova Villa General Belgrano, è una bellissima zona di montagne, fiumi e terreno fertile, che attrasse immigranti del centro Europa, specialmente i tedeschi. Qui, nel 1929, un certo Peter Heintze decise di dare vita a una cooperativa agraria e, in virtù di un passaparola tra connazionali, all’inizio degli anni ’30 si era formata una comunità tedesca destinata a crescere, con la propria lingua, cultura, musica e tradizioni.

Oktoberfest in ArgentinaOggigiorno, migliaia di turisti viaggiano a Villa General Belgrano, per la bellezza della località, ma anche per una ventata di atmosfera tedesca-austriaca in Argentina, per i fantastici dolci tradizionali (c’è anche una Festa del Pasticcino Viennese!) e per le case di legno dalle pittoresche tegole rosse.